Nostro malgrado ed al solo fine di ripristinare una serie d’incontrovertibili verità sulla questione inerente la protezione dei Monti Ernici, dobbiamo replicare ai comunicati, che un gruppo di associazioni venatorie, coordinate e capitanate dall’agguerritissima Wilderness Italia, con rancoroso livore, sta divulgando per ogni dove con l’unico intento di tutelare i propri gretti ed egoistici interessi venatori, mistificando con improbabili argomentazioni i fini ed i contenuti della relativa proposta di legge n°207 del 28.10.2014 .

Proposta che noi sosteniamo, al contrario, nell’interesse dell’intera comunità: locale, provinciale, regionale, nazionale e sovranazionale!

Proposta che mira alla tutela ed alla conservazione delle numerosissime preziosità naturalistiche qui presenti, quotidianamente messe a rischio da ogni sorta di diffusi comportamenti illegali, che vanno dal bracconaggio alle scorribande di mezzi a motore fin sulle vette. I Monti Ernici sono unanimemente indicati, dalla comunità scientifica, come uno dei territori che, solo se opportunamente protetti, saranno determinanti per la salvezza della residua popolazione di orso bruno dell’Appennino (Ursus arctos marsicanus), in quanto costituiscono una fra le più importanti aree di connessione fra il PNALM ed i più idonei territori adiacenti. La Regione Lazio (così come la Provincia di Frosinone) ha da tempo aderito a quel Piano d’Azione (PATOM), che vuole intraprendere concrete azioni di tutela nei confronti di quest’entità faunistica unica al mondo, per la quale dovrebbero essere accantonati tutti i più meschini egoismi, specialmente se ci si professa “veri amanti della natura”.

E la Regione Lazio stessa si è più volte espressa per una necessaria tutela dell’orso e degli Ernici, in quanto questi sono fondamentali ed imprescindibili per assicurare un futuro al raro plantigrado. Ci corre qui l’obbligo di ricordare ai nostri interlocutori un dettaglio che non dovrebbe sfuggir loro e che ci pare molto significativo: il 28 maggio di quest’anno è stato siglato un accordo fra il Minambiente e le Associazioni Venatorie Nazionali (le loro “case madri”), mediante il quale quest’ultime si assumono impegni per contribuire alla conservazione dell’orso, in sintonia con quanto previsto dal PATOM e dal Protocollo d’intesa per la sua attuazione.

Il percorso seguito dal nostro Comitato, quindi, s’inserisce in un alveo già individuato a livello regionale e nazionale, per il quale esistono anche impegni cogenti nei confronti della Comunità Europea. In parallelo, il Comitato stesso ha intuito le notevoli opportunità di benefiche ricadute socio-economiche sulle comunità pedemontane degli Ernici e l’On.le Daniela Bianchi si è dimostrata eccellente interprete e sostenitrice di tutto ciò.

Ma si sa: non v’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

Questa nostra replica, fra l’altro, trae spunto dalla pagina Facebook (17 dicembre ore 11:30) di Wilderness Italia, in cui si vaneggia di una presunta “faida” esistente con il nostro Comitato. Avrebbero potuto scegliere decine di altri termini per definire le diverse posizioni che ci caratterizzano, ma no … hanno scelto la parola “faida”, che qualifica di per sé (ancora una volta e se ce ne fosse necessità) la serenità d’animo di questi interlocutori.

Hanno parlato di “faida” raccontandoci di un accordo intercorso con il Comune di Vico nel Lazio per l’istituzione di una cosiddetta Area Wilderness nel suo territorio.

Invitiamo i gentili lettori a cercare nel panorama giuridico-legale italiano una forma di tutela che prenda il nome di “Area Wildrness”. Troverete Oasi di Protezione, Riserve Naturali, Parchi Regionali, Parchi Nazionali, ecc., ma non Aree Wilderness. Non le troverete semplicemente perché … non esistono!

Quest’ultime, malamente scopiazzate dalla ben diversa realtà degli Stati Uniti d’America e calate nel nostro Paese dall’ossessivo protagonismo dell’onnipresente ed onnisciente segretario generale dell’AIW, sono giuridicamente irrilevanti, inconsistenti e inesistenti: non offrono, in sintesi, alcun tipo di protezione. Non sono altro che accordi non vincolanti tra i comuni, sui cui territori queste aree insistono, e la proponente associazione venatoria AIW. Sono degli autentici “specchietti per le allodole” (è proprio il caso di dirlo, visti i promotori) utili per far sembrare oro lucente il vilissimo stagno e per trarre in inganno i benpensanti. Oggi si fanno … domani si disfanno, senza colpo ferire. Se vi foste domandati per quale motivo si siano affrettati a “crearne” un’altra sui M. Ernici, beh, crediamo vi siate già dati una esaustiva risposta.

E che questi accordi non siano vincolanti e le relative aree interessate siano impalpabili ed evanescenti, incredibile ma vero, lo ha ammesso la stessa AIW, quando, mesi fa, si è rammaricata dell’operato del comune di Sora, che ha deliberato un taglio di alberi in una di queste aree. Oppure quando ha annunciato (15.01.2013) l’abrogazione delle due Aree Wilderness di Cairo Montenotte (SV) per analoghi motivi di sfruttamento forestale. Oppure quando, sulla medesima pagina FB (17.12.2014 ore 20:55), racconta di voler istituire nuovamente, nel Comune di Mignano Montelungo (CE), un’Area Wilderness (udite, udite!) già abrogata da una precedente amministrazione. Ed altri casi potremmo elencare! Verrebbe da ridere, se non ci fosse da piangere!

E quest’allegra anarchia viene spacciata per “democrazia” ed “autodeterminazione”!

Questa è soltanto una delle frottole che l’AIW & Co., con i loro comunicati, vorrebbero propinarvi spacciandole per verità assolute.

Ignorano deliberatamente che la nostra proposta di istituire un’area protetta sugli Ernici è, essa sì, una proposta sorretta da una partecipazione “dal basso” molto ampia, condivisa e democratica, costituita dall’adesione (ad oggi) di ben 59 diverse associazioni di ogni estrazione e di svariate centinaia di adesioni individuali. E democraticamente ne stiamo percorrendo il previsto e dovuto iter!

Non dicono il vero neppure quando continuano a sostenere imperterriti che la superficie delle aree protette (quelle vere) in provincia di Frosinone ha superato la soglia massima del 30% della superficie agro-silvo-pastorale provinciale: è vero l’esatto contrario. Attualmente siamo circa al 14%, e anche con l’istituzione del Parco dei Monti Ernici supereremmo di poco la soglia minima del 20%, lasciando ampio margine per istituirne anche altre. Questi sono, a tutt’oggi, i dati ufficiali della Regione Lazio! E sono facilmente reperibili alle pagg.41-42 del documento “Definizione dell’insieme delle aree di reperimento per il Piano Regionale delle Aree Naturali Protette – Analisi e valutazioni”: è sufficiente cercarlo e saper leggere quel che c’è scritto!

Non dicono il vero neppure quando agitano lo spauracchio dei presunti vincoli imposti all’agricoltura e all’edilizia. Tracciando i confini proposti, sono state volutamente escluse tutte le aree urbane e gran parte delle terre agricole, che potranno essere coltivate esattamente come ora, e i cui prodotti potranno magari godere di un marchio di origine protetta. Nei centri urbani potranno continuare a fare e disfare a loro piacimento, esattamente com’è avvenuto fino ad oggi.

Mentono parlando di presunti vincoli alla pastorizia, che si potrà continuare a praticare secondo le regole attualmente vigenti e i cui prodotti, al contrario di oggi, potrebbero fregiarsi di marchi di qualità, così come i prodotti agricoli.

Vaneggiano quando parlano di verificare se la Regione Abruzzo (sic!) intenda procedere all’istituzione del Parco degli Ernici (!?!?): parlano a vanvera di cose che non conoscono e che non hanno nessuna voglia di conoscere e verificare, perché, per loro, semplicemente, “questo Parco non s’ha da fare”. E ne conosciamo i motivi!

Arrivano, infine e per colmo d’inverecondia, a suggerire all’On.le Daniela Bianchi (di cui osano mettere in dubbio la buonafede) che “avrebbe dovuto interpellare l’Abruzzo su quella “economia della bellezza” e sui miracolosi benefìci economici dei numerosi Parchi in quella Regione”. Vivono forse, i nostri eroi, su un pianeta esterno alla nostra galassia? Sono al corrente del fatto che mentre i nostri paesi stanno morendo d’inedia ed ogni giorno c’è una saracinesca che s’abbassa per sempre, nei centri del vicino PNALM accade ancor’oggi l’esatto contrario?

Nel tentativo di fornire un traballante sostegno alle loro insostenibili tesi, i “nostri” si aggrappano pure alla vicenda dei dipendenti indagati nel Parco dei Simbruini, come se un Ente possa essere abolito per il solo fatto che alcuni (anche se molti) suoi dipendenti vengano indagati. Se così fosse, ci chiediamo quali e quanti Enti di questo povero Paese potrebbero sopravvivere. I comportamenti illeciti sono certamente da perseguire e da condannare severamente con il contributo di tutta la società, così come lo sono le semplicistiche e qualunquistiche argomentazioni addotte da chi un Parco non lo vuole soltanto perché gl’impedirà di continuare a fare i propri egoistici interessi.

Nel nostro caso, poi, è paradossale e comico ( … altro che Totò) che queste posizioni siano sostenute anche, se non soprattutto, da uno dei firmatari della lettera aperta. Una persona che nei Parchi ha costruito tutta la sua vita e dal nobile spirito dei Parchi -poverino- non è riuscito a ricavare null’altro se non un incontenibile desiderio di protagonismo ad oltranza, che lo porta a travalicare e sconfessare anche il dettato del documento programmatico della sua stessa associazione.

“Ma ci faccia il piacere …!! ”

30 Dicembre 2014

Il Comitato per la Protezione dei Monti Ernici

APPROFONDIMENTI:


di Piero Lancia (CAI Frosinone)  – lo scorso 28 ottobre è stata depositata, presso la Regione Lazio, la proposta di legge avente come oggetto l’istituzione del Parco Regionale dei Monti Ernici. E’ il primo punto fermo, il primo traguardo, seppure parziale, raggiunto dal Comitato per la protezione di questa montagne, ottenuto anche grazie all’impegno dell’onorevole Daniela Bianchi, primo firmatario di questa proposta di legge.

La storia però parte da molto lontano. Sono passati più di quaranta anni da quando, nell’ormai lontano 1973, Il CAI di Frosinone pubblicò la sua proposta per una riserva naturale dei Monti Ernici. Erano anni in cui il sentimento della protezione ambientale era ben poco diffuso nell’opinione pubblica; erano anni in cui si era ancora sulla scia di quel boom economico, che aveva portato sì un’ondata di benessere anche nelle regioni del centro-sud, ma che aveva anche indotto una espansione turistica incontrollata e, a volte, nociva. Sono state costruite in quell’epoca tante strade inutili e tante seconde case sulle montagne di Appennino, in buona parte ormai abbandonate. Erano anni in cui si inseguiva un modello di sviluppo turistico che si sarebbe rivelato perdente, almeno a giudicare dallo stato di degrado, se non di definitivo abbandono, in cui languono alcune piccole stazioni sciistiche. Dovevano passare ancora venti anni fino all’istituzione dei parchi che oggi proteggono molti dei gruppi montuosi d’Appennino: in quel lontano 1973 esisteva il solo Parco nazionale d’Abruzzo, istituzione fondamentale nella storia italiana della protezione dell’ambiente montano.

Anche per questo motivo, quella proposta formulata allora dai soci CAI appare, oggi, una felice intuizione.

Oggi la base dei sostenitori del parco si è enormemente allargata: al Comitato per la protezione dei Monti Ernici, coordinato dall’infaticabile Gaetano “Nanni” De Persiis, aderiscono ben 57 associazioni, radicate principalmente nella regione Lazio, se non proprio in provincia di Frosinone. Questo è un segno tangibile di come le risorse naturali siano oggi vissute come un bene comune da preservare. La proposta di legge individua come finalità dell’istituendo parco la conservazione degli habitat naturali ma anche la valorizzazione delle risorse culturali e l’incentivazione delle attività economiche compatibili, legate al territorio.

Chi le frequenta sa che sono montagne ricche di flora e fauna, ricche di biodiversità e che conservano anche un notevole patrimonio storico e paesaggistico. Sono montagne abbastanza vicine alla città, quasi lambite dall’autostrada del Sole: sono quindi di facile accesso e ciò rappresenta un vantaggio e una minaccia. Un vantaggio perché, ovviamente, possono attirare facilmente visitatori in tutte le stagioni dell’anno: la chiave di successo di un futuro parco sarà proporre un’offerta che stimoli curiosità, indirizzi la conoscenza degli ambienti naturali e dei centri pedemontani, con la loro storia e le loro tradizioni. La scommessa del parco sarà però la capacita di indirizzare la frequentazione dei monti Ernici sui binari del rispetto dell’ambiente: c’è da augurarsi che la nascita del parco coincida con un rafforzamento dell’idea dell’ambiente montano come bene di tutti e ciò rappresenti la fine di pratiche contrarie a questi principi: prima fra tutte, il proliferare di mezzi motorizzati sulle sterrate dei monti Ernici.

La strada verso l’istituzione del Parco Regionale dei Monti Ernici è ancora lunga, siamo appena all’inizio, e ancora più tempo ci vorrà per vederne gli effetti pratici; però, finalmente, l’idea che anche questo gruppo montuoso meriti una tutela, come le grandi montagne d’Abruzzo, sembra farsi strada nell’opinione pubblica come nelle istituzioni.

Chi ha a cuore la tutela di questi monti può informarsi ulteriormente sul sito del  Comitato per la protezione dei Monti Ernici, http://www.comitato-ernici.org/

Il testo della proposta di legge per l’istituzione del Parco Regionale dei Monti Ernici è disponibile sul sito della Regione Lazio:

http://atticrl.regione.lazio.it/proposteLegge_dettaglio.aspx?id=207#.VH7S5ZuLdYE

(fonte: Appenninico.it)


Carissime Amiche, carissimi Amici,

siamo davvero lieti di comunicarvi che, in data odierna, è stata depositata e protocollata la proposta di legge n°207 della Regione Lazio.

Si tratta della nostra proposta di legge, quella per la quale ci siamo uniti, tutti insieme in questo Comitato, nell’intento di assicurare un’efficace protezione a queste montagne, che finora non godono di alcuna tutela, benché ricchissime di straordinaria biodiversità e di un patrimonio storico e paesaggistico del tutto fuori dal comune.

Questa nostra proposta di legge per la Protezione dei Monti Ernici ha avuto, fin qui, una gestazione lunga e non priva di ostacoli. Il primo contatto in Regione Lazio è avvenuto, quasi un anno fa, il 7 novembre 2013 e da quella data si sono succeduti innumerevoli incontri e confronti.

La prima firmataria, cui manifestiamo tutta la nostra stima, simpatia e gratitudine, è l’Onorevole Daniela Bianchi e, con lei, hanno firmato anche i suoi colleghi Onorevoli Riccardo Agostini, Cristiana Avenali, Davide Barillari, Enrico Maria Forte, Simone Lupi, Eugenio Patanè, Piero Petrassi, Devid Porrello, Oscar Tortosa e Riccardo Valentini, che parimenti ringraziamo per avere dato fiducia e sostegno alle nostre istanze.

Siamo consapevoli che quello di oggi sia soltanto il primo, seppur importante, passo di un iter che richiederà altre attese ed altri confronti, ma siamo anche sicuri che questo sia il giusto viatico per giungere alla felice conclusione di questo progetto avviato, da tutti noi, non per egoistici fini, ma nell’esclusivo interesse della comunità e della Natura, che è la nostra casa.

Molte cordialità e … ad maiora!

Gaetano de Persiis
Comitato per la Protezione dei Monti Ernici

Alatri, 28 Ottobre 2014


Trisulti (Collepardo) – 22 settembre 2014 – LA TERRA DEI CAMMINI

Signori Amministratori, gentili Ospiti,

siamo oggi qui, nel cuore dei Monti Ernici, per parlare di aree protette e di “green economy”. Ma qui, sugli Ernici, paradossalmente, non esiste ancora alcuna forma di protezione.

Questa carenza espone questi luoghi a continue aggressioni, che ne mettono a rischio e ne sviliscono l’integrità dei paesaggi, dei boschi e della straordinaria fauna che li abita, di cui l’Orso Bruno Marsicano è il massimo emblema.

Lo stesso orso che abbiamo scelto come “totem”, per ricordarci che il suo futuro sarà un buon viatico per il nostro futuro di umani. Lo stesso orso che rappresenta il simbolo e la fortuna del vicino Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. La nostra associazione intende avvalersi dell’occasione, che oggi qui si presenta, per sostenere le ragioni dell’orso e del Comitato per la Protezione dei Monti Ernici, di cui fa parte insieme con altre 57 associazioni e di cui è stata fondatrice.

Vogliamo che su questa “Terra dei Cammini” continuino ad esserci le impronte dell’uomo e quelle dell’orso, le une a fianco delle altre, in segno di fratellanza e di prosperità.

A questo fine, intendiamo porre l’accento sui contenuti della DGR 463 del 17.12.2013 e del P.A.T.O.M., alle cui istanze si fa in essa continuo rinvio, per mantenerli sempre presenti alla vostra attenzione:

 “””””””””””””””””””””””””””””””””””

… omissis …

VISTO il Piano d’Azione per la Tutela dell’Orso bruno Marsicano (PATOM) che la Regione Lazio ha ratificato con Deliberazione di Giunta Regionale n. 117 del 19 febbraio 2010 (ma sottoscritto fin dal 05.07.2006!);

VISTO che il suddetto Piano d’Azione (PATOM) afferma che la sopravvivenza della specie dipende, tra i vari fattori, anche dall’espansione dell’areale attuale della specie, la cui core area è limitata al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) e alle aree limitrofe e che, relativamente all’espansione dell’areale, alle aree di nuova presenza e di connessione, il PATOM riporta quanto segue:

  1. «L’area del Parco [PNALM, n.d.r.] è del tutto insufficiente ad assicurare anche le minime dinamiche naturali di una popolazione di orsi come dimostrato dagli home-range di alcuni maschi adulti che eccedono la dimensione del Parco e dai frequenti movimenti di dispersione di individui isolati che cercano una espansione dell’areale su tutte le direzioni (Molise, Frusinate, Maiella, Simbruin-Ernici, Sirente, Gran Sasso e Monti della Laga, Reatino, Sibillini, ecc.)» (pagina 23).
  2. «È necessario realizzare una graduale espansione dell’areale in grado di assicurare il successo dei movimenti di dispersione e dei nuovi insediamenti. L’Appennino centrale offre una vasta disponibilità di aree idonee ma è necessario assicurare che queste e le aree di connessione siano prive di pericoli.   … omissis …. È necessario pensare e agire per una popolazione appenninica di orso (dai Sibillini al Matese, dalla Majella ai Simbruini e Ernici), non più per una popolazione del PNALM» (pagina 24).
  3. L’azione A3 (Aree di connessione) ha come obiettivo «identificare le aree di connessione necessarie al collegamento tra le aree a maggior idoneità per l’orso e garantirne le migliori condizioni ecologiche» (pagina 31).
  4. L’azione A4 (“Aree di nuova presenza”) ha come obbiettivo «assicurare la compatibilità delle attività antropiche con la presenza dell’orso nelle aree di espansione attuale o potenziale» (pagina 31).

… omissis …

VISTO che con Determinazione Dirigenziale n. A08622 del 30 agosto 2012 l’Agenzia Regionale per i Parchi (ARP) ha istituito la Rete Regionale di Monitoraggio dell’Orso bruno marsicano (di cui facciamo formalmente parte dal 28 maggio c.a.) sul territorio regionale interessato dalla presenza della specie;

CONSIDERATO che le attività di monitoraggio della Rete di cui al punto precedente, di fatto già avviate a partire dal 2008 nel territorio laziale attraverso il progetto sperimentale dell’Agenzia Regionale per i Parchi (ARP) denominato “PATOM (supporto delle attività di monitoraggio e conservazione dell’Orso bruno marsicano nell’ambito del PATOM)”, hanno permesso di documentare con certezza, mediante l’identificazione dei genotipi dei singoli esemplari effettuata dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), i frequenti spostamenti di individui della specie in tutto l’areale periferico ricadente nel territorio laziale e tra alcune zone di questo (… omissis … hotspot Simbruini-Ernici) e la core area individuando, quindi, l’esistenza di un’area di connessione tra il comprensorio Simbruini-Ernici e il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) (sia all’interno sia all’esterno della Zonadi Protezione Esterna del PNALM) …

… omissis …

CONSIDERATO che nella riunione del 15 novembre 2013 la Regione Lazio, rappresentata dal Direttore dell’Agenzia Regionale per i Parchi (ARP), delegato dall’Assessore alle Infrastrutture, Politiche Abitative e Ambiente si è impegnato nel dare seguito alle seguenti azioni prioritarie:

… omissis …

g. individuazione di una forma adeguata di protezione dell’area dei Monti Ernici;

… omissis …

DELIBERA

Per quanto espresso in premessa

… omissis …

  1. di individuare le seguenti priorità di intervento per la conservazione dell’Orso bruno marsicano:

… omissis …

g. individuazione di una forma adeguata di protezione dell’area dei Monti Ernici;

… omissis …

_________________________

ALLEGATO A: LINEE GUIDA PER LATTUAZIONE DELLE PRIORITÀ DINTERVENTO PER LA CONSERVAZIONE DELL’ORSO BRUNO MARSICANO 

PRIORITÀ Individuazione di una forma adeguata di protezione dell’area dei Monti Ernici (rif. azioni A4 e A5 del PATOM)

LINEA GUIDA Nell’ambito della definizione del nuovo Piano Regionale delle Aree Naturali Protette, di prossimo avvio, verrà condotta l’analisi delle proposte di istituzione di nuove aree protette. L’area dei Monti Ernici, già precedentemente individuata dall’Agenzia Regionale per i Parchi (2007) come area di reperimento sulla base degli elevati valori naturalistici, sarà rivalutata criticamente anche alla luce delle nuove proposte di istituzione.

In base agli esiti dell’analisi, saranno individuati il percorso e gli strumenti normativi più idonei a garantire un’adeguata forma di protezione dell’area (ad oggi interamente ricompresa nei siti della Rete Natura 2000).

TEMPI PREVISTI Individuazione del percorso e degli strumenti normativi entro giugno 2015.

SOGGETTI COINVOLTI Agenzia Regionale per i Parchi; Direzione Infrastrutture, Ambiente e Politiche Abitative; Parco Naturale Regionale Monti Simbruini.

… omissis …

PRIORITÀ Approvazione delle misure di conservazione relative alle Zone Speciali di Conservazione (ZSC) con presenza di Orso bruno marsicano (rif. azioni A1, A3, A4 e A5 del PATOM).

LINEA GUIDA Conferimento del carattere di priorità al processo di approvazione delle misure di conservazione relative alle istituende Zone Speciali di Conservazione (ai sensi della Direttiva 92/42/CEE) caratterizzate da presenza di Orso bruno marsicano. L’approvazione delle misure sarà effettuata mediante Deliberazione di Giunta Regionale.

TEMPI PREVISTI Predisposizione, concertazione e approvazione delle misure entro marzo 2014 ( a tutt’oggi non ancora approvate).

Rapida approvazione della Deliberazione di Giunta Regionale non appena disponibile il testo concertato.

SOGGETTI COINVOLTI Direzione Infrastrutture, Ambiente e Politiche Abitative; Agenzia Regionale per i Parchi.

“””””””””””””””””””””””””””””

Nel sottolineare che il complesso ernico-simbruino, per la presenza dell’orso e per la stretta contiguità con il Parco d’Abruzzo, merita urgente attenzione ed assoluta omogeneità protezionistica e gestionale, riponiamo fiducia nelle istituzioni (che voi amministratori rappresentate e che ci rappresentano) affinché vogliano prestar fede e rispettare i tempi previsti per l’attuazione di questi patti sottoscritti ed autonomamente deliberati.

I tempi, tuttavia, stringono e non consentono ulteriori eccessive dilazioni.

L’orso dispone, nel profondo del suo istinto ancestrale, di tutte le risorse necessarie alla perpetuazione della sua specie. Le usa quotidianamente per nutrirsi, per accoppiarsi, per crescere i cuccioli, … ed anche per cercare nuovi spazi vitali adatti alle sue necessità.

E’ in grado di salvarsi da solo, non ha bisogno di essere salvato e nessun singolo uomo potrà mai salvarlo.

Tutti noi insieme però, nessuno escluso, possiamo e dobbiamo agire per favorire   -o, almeno, non contrastare-   le istintive, naturali e forti pulsioni di sopravvivenza di questo straordinario ed unico animale.

Un’esistenza fatta di mille precauzioni, vissuta negli angoli più selvaggi e solatii di queste montagne, ha consentito all’orso di continuare a vivere sugli Ernici, fino ai nostri giorni, in numero imprecisabile ma di certo esiguo. Per tre volte ci ha concesso il privilegio d’incontrarlo e fotografarlo in questi boschi, ma anche soltanto l’inconfondibile orma stampata sulla neve o sul terreno appaga forse meglio della visione stessa di chi l’ha prodotta, perché consente di aggiungere altro mito a questo già mitico animale, ben più prezioso del capolavoro più prezioso, per essere qui il superstite eccezionale di una stirpe schiva e incolpevole eppure detestata dall’uomo, da sempre nemico di tutti i viventi compreso sé stesso.

Prima che sia troppo tardi, ogni sacrificio, ogni sforzo deve essere fatto per consentire di rimanere qui e di prosperare a questo “nemico” sconfitto, anche se innocente: è per noi un imperativo, se vorremo meritare e godere quella condizione di “civiltà” conseguita anche a sue spese.

Grazie per l’attenzione … e per le risposte che attendiamo.

Gaetano de Persiis

SALVIAMO L’ORSO

COMITATO PER LA PROTEZIONE DEI MONTI ERNICI

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