Trisulti (Collepardo) – 22 settembre 2014 – LA TERRA DEI CAMMINI

Signori Amministratori, gentili Ospiti,

siamo oggi qui, nel cuore dei Monti Ernici, per parlare di aree protette e di “green economy”. Ma qui, sugli Ernici, paradossalmente, non esiste ancora alcuna forma di protezione.

Questa carenza espone questi luoghi a continue aggressioni, che ne mettono a rischio e ne sviliscono l’integrità dei paesaggi, dei boschi e della straordinaria fauna che li abita, di cui l’Orso Bruno Marsicano è il massimo emblema.

Lo stesso orso che abbiamo scelto come “totem”, per ricordarci che il suo futuro sarà un buon viatico per il nostro futuro di umani. Lo stesso orso che rappresenta il simbolo e la fortuna del vicino Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. La nostra associazione intende avvalersi dell’occasione, che oggi qui si presenta, per sostenere le ragioni dell’orso e del Comitato per la Protezione dei Monti Ernici, di cui fa parte insieme con altre 57 associazioni e di cui è stata fondatrice.

Vogliamo che su questa “Terra dei Cammini” continuino ad esserci le impronte dell’uomo e quelle dell’orso, le une a fianco delle altre, in segno di fratellanza e di prosperità.

A questo fine, intendiamo porre l’accento sui contenuti della DGR 463 del 17.12.2013 e del P.A.T.O.M., alle cui istanze si fa in essa continuo rinvio, per mantenerli sempre presenti alla vostra attenzione:

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… omissis …

VISTO il Piano d’Azione per la Tutela dell’Orso bruno Marsicano (PATOM) che la Regione Lazio ha ratificato con Deliberazione di Giunta Regionale n. 117 del 19 febbraio 2010 (ma sottoscritto fin dal 05.07.2006!);

VISTO che il suddetto Piano d’Azione (PATOM) afferma che la sopravvivenza della specie dipende, tra i vari fattori, anche dall’espansione dell’areale attuale della specie, la cui core area è limitata al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) e alle aree limitrofe e che, relativamente all’espansione dell’areale, alle aree di nuova presenza e di connessione, il PATOM riporta quanto segue:

  1. «L’area del Parco [PNALM, n.d.r.] è del tutto insufficiente ad assicurare anche le minime dinamiche naturali di una popolazione di orsi come dimostrato dagli home-range di alcuni maschi adulti che eccedono la dimensione del Parco e dai frequenti movimenti di dispersione di individui isolati che cercano una espansione dell’areale su tutte le direzioni (Molise, Frusinate, Maiella, Simbruin-Ernici, Sirente, Gran Sasso e Monti della Laga, Reatino, Sibillini, ecc.)» (pagina 23).
  2. «È necessario realizzare una graduale espansione dell’areale in grado di assicurare il successo dei movimenti di dispersione e dei nuovi insediamenti. L’Appennino centrale offre una vasta disponibilità di aree idonee ma è necessario assicurare che queste e le aree di connessione siano prive di pericoli.   … omissis …. È necessario pensare e agire per una popolazione appenninica di orso (dai Sibillini al Matese, dalla Majella ai Simbruini e Ernici), non più per una popolazione del PNALM» (pagina 24).
  3. L’azione A3 (Aree di connessione) ha come obiettivo «identificare le aree di connessione necessarie al collegamento tra le aree a maggior idoneità per l’orso e garantirne le migliori condizioni ecologiche» (pagina 31).
  4. L’azione A4 (“Aree di nuova presenza”) ha come obbiettivo «assicurare la compatibilità delle attività antropiche con la presenza dell’orso nelle aree di espansione attuale o potenziale» (pagina 31).

… omissis …

VISTO che con Determinazione Dirigenziale n. A08622 del 30 agosto 2012 l’Agenzia Regionale per i Parchi (ARP) ha istituito la Rete Regionale di Monitoraggio dell’Orso bruno marsicano (di cui facciamo formalmente parte dal 28 maggio c.a.) sul territorio regionale interessato dalla presenza della specie;

CONSIDERATO che le attività di monitoraggio della Rete di cui al punto precedente, di fatto già avviate a partire dal 2008 nel territorio laziale attraverso il progetto sperimentale dell’Agenzia Regionale per i Parchi (ARP) denominato “PATOM (supporto delle attività di monitoraggio e conservazione dell’Orso bruno marsicano nell’ambito del PATOM)”, hanno permesso di documentare con certezza, mediante l’identificazione dei genotipi dei singoli esemplari effettuata dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), i frequenti spostamenti di individui della specie in tutto l’areale periferico ricadente nel territorio laziale e tra alcune zone di questo (… omissis … hotspot Simbruini-Ernici) e la core area individuando, quindi, l’esistenza di un’area di connessione tra il comprensorio Simbruini-Ernici e il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) (sia all’interno sia all’esterno della Zonadi Protezione Esterna del PNALM) …

… omissis …

CONSIDERATO che nella riunione del 15 novembre 2013 la Regione Lazio, rappresentata dal Direttore dell’Agenzia Regionale per i Parchi (ARP), delegato dall’Assessore alle Infrastrutture, Politiche Abitative e Ambiente si è impegnato nel dare seguito alle seguenti azioni prioritarie:

… omissis …

g. individuazione di una forma adeguata di protezione dell’area dei Monti Ernici;

… omissis …

DELIBERA

Per quanto espresso in premessa

… omissis …

  1. di individuare le seguenti priorità di intervento per la conservazione dell’Orso bruno marsicano:

… omissis …

g. individuazione di una forma adeguata di protezione dell’area dei Monti Ernici;

… omissis …

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ALLEGATO A: LINEE GUIDA PER LATTUAZIONE DELLE PRIORITÀ DINTERVENTO PER LA CONSERVAZIONE DELL’ORSO BRUNO MARSICANO 

PRIORITÀ Individuazione di una forma adeguata di protezione dell’area dei Monti Ernici (rif. azioni A4 e A5 del PATOM)

LINEA GUIDA Nell’ambito della definizione del nuovo Piano Regionale delle Aree Naturali Protette, di prossimo avvio, verrà condotta l’analisi delle proposte di istituzione di nuove aree protette. L’area dei Monti Ernici, già precedentemente individuata dall’Agenzia Regionale per i Parchi (2007) come area di reperimento sulla base degli elevati valori naturalistici, sarà rivalutata criticamente anche alla luce delle nuove proposte di istituzione.

In base agli esiti dell’analisi, saranno individuati il percorso e gli strumenti normativi più idonei a garantire un’adeguata forma di protezione dell’area (ad oggi interamente ricompresa nei siti della Rete Natura 2000).

TEMPI PREVISTI Individuazione del percorso e degli strumenti normativi entro giugno 2015.

SOGGETTI COINVOLTI Agenzia Regionale per i Parchi; Direzione Infrastrutture, Ambiente e Politiche Abitative; Parco Naturale Regionale Monti Simbruini.

… omissis …

PRIORITÀ Approvazione delle misure di conservazione relative alle Zone Speciali di Conservazione (ZSC) con presenza di Orso bruno marsicano (rif. azioni A1, A3, A4 e A5 del PATOM).

LINEA GUIDA Conferimento del carattere di priorità al processo di approvazione delle misure di conservazione relative alle istituende Zone Speciali di Conservazione (ai sensi della Direttiva 92/42/CEE) caratterizzate da presenza di Orso bruno marsicano. L’approvazione delle misure sarà effettuata mediante Deliberazione di Giunta Regionale.

TEMPI PREVISTI Predisposizione, concertazione e approvazione delle misure entro marzo 2014 ( a tutt’oggi non ancora approvate).

Rapida approvazione della Deliberazione di Giunta Regionale non appena disponibile il testo concertato.

SOGGETTI COINVOLTI Direzione Infrastrutture, Ambiente e Politiche Abitative; Agenzia Regionale per i Parchi.

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Nel sottolineare che il complesso ernico-simbruino, per la presenza dell’orso e per la stretta contiguità con il Parco d’Abruzzo, merita urgente attenzione ed assoluta omogeneità protezionistica e gestionale, riponiamo fiducia nelle istituzioni (che voi amministratori rappresentate e che ci rappresentano) affinché vogliano prestar fede e rispettare i tempi previsti per l’attuazione di questi patti sottoscritti ed autonomamente deliberati.

I tempi, tuttavia, stringono e non consentono ulteriori eccessive dilazioni.

L’orso dispone, nel profondo del suo istinto ancestrale, di tutte le risorse necessarie alla perpetuazione della sua specie. Le usa quotidianamente per nutrirsi, per accoppiarsi, per crescere i cuccioli, … ed anche per cercare nuovi spazi vitali adatti alle sue necessità.

E’ in grado di salvarsi da solo, non ha bisogno di essere salvato e nessun singolo uomo potrà mai salvarlo.

Tutti noi insieme però, nessuno escluso, possiamo e dobbiamo agire per favorire   -o, almeno, non contrastare-   le istintive, naturali e forti pulsioni di sopravvivenza di questo straordinario ed unico animale.

Un’esistenza fatta di mille precauzioni, vissuta negli angoli più selvaggi e solatii di queste montagne, ha consentito all’orso di continuare a vivere sugli Ernici, fino ai nostri giorni, in numero imprecisabile ma di certo esiguo. Per tre volte ci ha concesso il privilegio d’incontrarlo e fotografarlo in questi boschi, ma anche soltanto l’inconfondibile orma stampata sulla neve o sul terreno appaga forse meglio della visione stessa di chi l’ha prodotta, perché consente di aggiungere altro mito a questo già mitico animale, ben più prezioso del capolavoro più prezioso, per essere qui il superstite eccezionale di una stirpe schiva e incolpevole eppure detestata dall’uomo, da sempre nemico di tutti i viventi compreso sé stesso.

Prima che sia troppo tardi, ogni sacrificio, ogni sforzo deve essere fatto per consentire di rimanere qui e di prosperare a questo “nemico” sconfitto, anche se innocente: è per noi un imperativo, se vorremo meritare e godere quella condizione di “civiltà” conseguita anche a sue spese.

Grazie per l’attenzione … e per le risposte che attendiamo.

Gaetano de Persiis

SALVIAMO L’ORSO

COMITATO PER LA PROTEZIONE DEI MONTI ERNICI

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http://www.salviamolorso.it/
info@salviamolorso.it

http://www.comitato-ernici.org/
info@comitato-ernici.org.it


La bellezza può diventare ricchezza economica? E’ possibile coniugare lo sviluppo alla conservazione di luoghi naturali? Possiamo leggere con occhi diversi i sentieri, le foreste e le montagne del nostro Appennino per darne nuovi significati e interpretazioni? Come la Regione Lazio sta raccogliendo queste nuove suggestioni per tramutarle in azioni, provvedimenti e leggi?

terra_cammini_posterQueste sono solo alcune domande che animeranno il workshop “La Terra dei Cammini” in programma il 22 settembre alle ore 15:30 presso la splendida cornice della Certosa di Trisulti.

Un luogo unico che ospiterà esperti di economia applicata alle aree naturali, portatori di buone prassi e la Regione Lazio, a cui è affidato il compito di tracciare un ideale cammino verso un futuro alla portata del presente. Ecologia, economia, cultura, turismo sono gli ingredienti per dare nuovo senso ai territori

L’evento, organizzato dalla consigliera regionale Daniela Bianchi nell’ambito delle attività svolte in seno alla V Commissione Consiliare, sarà un’occasione di confronto tra amministratori locali e associazioni con l’Assessore regionale all’Ambiente Fabio Refrigeri e il direttore dell’Agenzia Regionale Parchi dott. Vito Consoli per la definizione della nuova legge sui Parchi Regionali.

Una tappa decisiva di questo nuovo cammino che fa della valorizzazione ambientale un pezzo decisivo della nostra economia.

I lavori della giornata saranno introdotti da un intervento del Comitato per la Protezione dei Monti Ernici.

terra_cammini_programma


LETTERA APERTA
AL COMMISSARIO STRAORDINARIO DELLA PROVINCIA DI FROSINONE
GIUSEPPE PATRIZI

Quanto vale la vita dell’Orso bruno marsicano?
Vale più o meno del “divertimento” di alcuni cacciatori frusinati?

 

Frosinone, 5 settembre 2014

Egr. Commissario Patrizi,
lo scrivente Comitato, e le tante associazioni e persone che vi aderiscono, da diverso tempo si chiede quanto valga, per la nostra società, la vita dell’Orso bruno marsicano. E quanto la sua sopravvivenza, sempre più minacciata dalle pressioni antropiche, sia una priorità per le popolazioni dell’Appennino laziale-abruzzese e per le Amministrazioni che governano questo territorio.

Sicuramente è una priorità per l’Unione Europea, che ha incluso tale specie animale negli allegati II e IV della Direttiva 92/43/CEE, meglio nota come Direttiva Habitat. Altrettanto sicuramente è prioritaria per lo Stato Italiano, visto che ha recepito tale Direttiva facendola propria con il DPR n. 357/97 (poi modificato dal DPR n. 120/2003), e avendo istituito molto tempo prima, ben 90 anni fa, un parco nazionale focalizzato soprattutto sulla tutela dell’Orso (l’odierno Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise).

Così anche la Regione Lazio ha manifestato la condivisione di questa priorità, recependo le norme comunitarie e nazionali nella normativa regionale e avviando l’attuazione concreta di tali norme definendo alcune aree specifiche in cui conservare la specie, la cosiddetta Rete Natura 2000 (SIC Siti di Importanza Comunitaria e ZPS-Zone di Protezione Speciale). Dimenticando però spesso che la Direttiva comunitaria suddetta impone la tutela delle specie di Allegato IV, quale è l’Orso, anche all’esterno della Rete Natura 2000 (SIC e ZPS), cioè in tutto il territorio del suo areale, che nel Lazio interessa buona parte dei rilievi montani nord-orientali della provincia di Frosinone (Monti Simbruini, Ernici, Marsicani e Mainarde). Tale areale è stato ben delimitato dal PATOM, Piano d’Azione per la Tutela dell’Orso Marsicano, il quale è stato sottoscritto, oltre che dagli Enti di governo nazionali e regionali, anche dalle Province
laziali, abruzzesi e molisane, tra cui quella che Lei rappresenta.

Ma oltre a questa, preliminare e fondamentale, convergenza di intenti e di atti normativi, la conservazione efficace degli ultimi, pochi, esemplari ancora esistenti dell’Orso bruno marsicano stenta purtroppo ancora a partire.

Lo dimostrano in particolare alcuni recentissimi atti regionali (i Decreti del Presidente della Regione Lazio N.T00216 e N.T00247 relativi al Calendario venatorio 2014/2015) e alcune Deliberazioni da Lei sottoscritte, in particolare la n. 140 del 15 luglio u.s., che approva un Piano di gestione del Capriolo redatto per conto dell’ATC FR1 finalizzato unicamente alla eliminazione di diversi esemplari di detta specie sui rilievi dei monti Ernici e della Val Comino. Tale Piano è assolutamente contestabile, prima di tutto perché non rispetta le norme comunitarie, nazionali e regionali che prevedono, preliminarmente all’approvazione di qualsiasi tipo di piano, programma o attività che possa potenzialmente arrecare un impatto su specie di interesse comunitario (quale è l’Orso), l’espletamento della cosiddetta Valutazione di incidenza (ai sensi della DGR n. 64/2010 in quanto di competenza regionale). E un’attività venatoria svolta in periodi di chiusura della caccia e in ambiti definiti SIC e/o ZPS, o in cui è presente l’Orso può essere indubbiamente impattante per questa specie.

Secondariamente, il suddetto Piano è contestabile in quanto la densità di Caprioli che viene in esso indicata risulta, a nostro parere, abbondantemente sovrastimata. Se fossero così numerosi come lì riportato sarebbe piuttosto facile e frequente osservarli, cosa che invece non avviene quasi mai, anche a chi di noi è assiduo e “silenzioso” frequentatore dei nostri boschi, in tutti gli orari e le stagioni.

Ma ammettendo anche che i numeri indicati siano veri, il Piano prevede una selezione talmente esigua di esemplari (dell’ordine dei 20 capi su popolazioni di circa 600) che evidentemente non è finalizzato ad una riduzione concreta della densità dei Caprioli, quanto piuttosto a dare la possibilità ad alcuni cacciatori di, ci consenta il termine, “divertirsi” anche quando non si potrebbe (fuori stagione) e mirando ad un animale non previsto nella lista delle specie ordinariamente cacciabili.

Per tutto quanto suddetto La invitiamo a:

  • sospendere l’efficacia della Sua Deliberazione n. 140 del 15 luglio u.s.; – approfondire meglio lo status del Capriolo sulle “nostre” montagne, chiedendo il supporto non solo dei cacciatori ma anche di altre figure esperte in materia e che conoscono e vivono queste montagne;
  • richiedere agli uffici competenti della Regione Lazio l’avvio della procedura di Valutazione di Incidenza per il già redatto Piano di Gestione del Capriolo (o quanto meno richiedere la necessità dell’assoggettabilità dello stesso alla Valutazione medesima);
  • infine, di promuovere iniziative concrete volte a conservare gli esemplari di Orso presenti sulle nostre montagne e a favorire la loro stabilizzazione e il loro incremento numerico, al fine di garantire un’effettiva sopravvivenza di questa specie che, nonostante i lodevoli intenti e le normative vigenti, continua a rischiare quotidianamente l’estinzione per mano dell’uomo.

Sperando nella Sua sensibilità e nella volontà di non essere un domani considerato corresponsabile
dell’estinzione dell’Orso dalle “nostre” montagne, Le inviamo cordiali saluti.

Il Comitato per la protezione dei Monti Ernici
(in nome e per conto delle 58 diverse Associazioni che lo compongono)