Riportiamo di seguito la replica del Comitato alle dichiarazioni congiunte di ATC FR1 e AIW pubblicate sul quotidiano Ciociaria Oggi del 7 settembre 2013.

Dopo essere stato diffuso in “rete”, è approdato sulle pagine della stampa un comunicato/proclama, a firma congiunta AIW e ATC FR1, che tenta di criticare il progetto di costituzione di un’area protetta sui Monti Ernici arrivando al punto di dileggiare i componenti del Comitato Promotore invitandoli a comprare delle zappe per andare a coltivare mais per l’orso.

Una così inelegante dialettica, i lettori ne converranno, qualifica di per sé i frenetici tentativi messi in atto per tentare di ridicolizzare un progetto di tutela degli Ernici, che non esprime sicuramente interessi egoistici, vista l’amplissima, eterogenea e crescente rappresentanza di Associazioni aderenti al Comitato stesso.

L’esordio di quel comunicato è dei peggiori, laddove si sostiene che noi vorremmo “spingere i legislatori (della Reg. Lazio, n.d.r.) ad istituire contro legge un nuovo Parco Regionale” perchè, si dice nel medesimo comunicato, “la Regione Lazio ha superato da tempo la quota di aree protette prevista per legge”.   Ebbene, siamo lieti d’informare prima di tutto i lettori, e poi anche gli estensori del predetto comunicato/proclama  (se mai fossero interessati ad aggiornare le loro conoscenze), che la legge regionale 17/1995, art 11-primo comma,  dispone che << il territorio agro-silvo-pastorale della Regione è destinato per una quota non inferiore al 20 per cento e non superiore al 30 per cento a protezione della fauna selvatica, comprendendo tutte le aree ove sia comunque vietata l’attività venatoria anche per effetto di altre leggi o disposizioni. Detta percentuale deve essere calcolata su base provinciale, in misura che i limiti minimi (20 per cento) e massimi (30 per cento) siano rispettati in ciascuna provincia>> Sembra quindi che, sia l’ATC FR1, sia i suoi “consulenti esterni” dell’AIW,  ignorino (o facciano finta di ignorare) che la provincia di Frosinone, ad oggi, attesta il suo livello di protezione della fauna selvatica con un limite di copertura territoriale inferiore al 15%, vale a dire ben al di sotto del limite minimo del 20% da rispettare obbligatoriamente ai sensi proprio della stessa legge regionale n. 17/1995. 

Nel medesimo comunicato/proclama, con fare stizzito, si sostiene “che non si istituisce un Parco per la tutela di un solo orso”. Fra i sottoscrittori di quel testo, c’è chi non può non sapere  (ed infatti lo sa) che di orsi sugli Ernici ce ne sono sempre stati (fin dalla notte dei tempi e, ininterrottamente, fino ai nostri giorni) e che, anzi, le analisi genetiche, effettuate nel 2012 su campioni organici prelevati su quel territorio montano, ne hanno certificato la presenza contemporanea  (nonostante tutto) di almeno due diversi individui.

Capiamo lo sconforto generato da una simile novella, da parte di chi si dice (soltanto a parole) “amico dell’orso”, ma …tant’è  …sono le regole dell’imprevedibile, invincibile e meravigliosa Natura … bellezza!

La tutela degli Ernici non viene, tuttavia, da noi proposta “per la tutela di un solo orso” (cosa che, se anche fosse, non sarebbe un abominio, come si vorrebbe far credere), ma per un’infinita somma di preziose presenze floristiche, faunistiche, geologiche ed idrogeologiche, storiche, paesaggistiche … un autentico tesoro che sarebbe facilmente conoscibile, da questi indispettiti signori, se solo volessero conoscerlo.

Costoro vogliono a tutti i costi individuarci come loro nemici, quando, invece, siamo soltanto rispettosi e, soprattutto, disinteressati amici della Natura e delle sue straordinarie e multiformi manifestazioni.

Vogliamo poter manifestare amore per tutto ciò che vive e per tutto ciò che serve alla vita. “E’ questo amore  -sono parole di Konrad Lorenz-  che fa gravare sull’uomo, diventato padrone assoluto di ogni cosa, la responsabilità di tutto ciò che vive sulla superficie del nostro pianeta”.

A questo proposito, e credendo di far cosa gradita almeno ai lettori, vorremmo sapere se l’ATC, sia consapevole di aver condiviso le tesi di un’associazione (l’AIW, appunto), nel cui “Documento programmatico”, al punto 2-“Wilderness come maggiore rispetto della natura”, fra l’altro, si legge:
“I secondi (i cacciatori, n.d.r.), dal canto loro, sono sempre pronti a prendersela col turismo o con gli inquinatori, ma evitano di porre limiti al terribile impatto che la loro categoria infligge alle popolazioni faunistiche.

Ripetiamo: si tratta del “Documento programmatico” di AIW, mica un brogliaccio!!!!

Di grazia, potremmo conoscere (e con noi i lettori) cos’abbia determinato un ribaltamento d’opinione così radicale?

Per parte nostra, (si rassicurino i firmatari del comunicato/proclama) porteremo democraticamente avanti la nostra proposta di tutela degli Ernici: non in nome di un solo orso e non in nome di egoistici interessi di categoria, ma in nome delle molteplici, straordinarie e preziose peculiarità naturali e storiche presenti in questo territorio, riconosciute ai più alti e qualificati livelli della scienza e della cultura. In nome di un nuovo Rinascimento, che si opponga, finalmente, alla becera barbarie del tempo che stiamo vivendo. Certamente non alla ricerca di una ben retribuita poltrona in un Ente pubblico o privato che sia.

In ultimo, vorremmo ricordare che, senza quel Parco (il Parco d’Abruzzo) da qualcuno tanto deprecato e criticato, molti non avrebbero potuto godere del lavoro, dello stipendio (e della relativa pensione) da quell’Ente offerti, ed oggi, soprattutto, non staremmo qui a parlare di orsi marsicani.

In molti si sarebbero dovuti, chissà, dotare di zappa ed andare, anch’essi, a coltivare un campo di mais per sé …e non per gli orsi ormai estinti.

Ed estinti non perché morti di freddo!

Il Comitato per la protezione dei Monti Ernici

2013.09.07 Ciociaria Oggi 


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