Caratteri paleontologici

Dal punto di vista paleontologico, i fossili più abbondanti e numerosi nei Monti Ernici sono senza dubbio le Rudiste (Molluschi Bivalve, cioè dalla doppia conchiglia, di cui quella superiore “a coperchio” serviva per far entrare l’acqua da filtrare mentre quella inferiore “ad imbuto” fungeva da protezione e ancoraggio, con l’organismo che viveva al loro interno). Di questi Molluschi estinti circa 65 milioni di anni fa, il deposito più importante (non solo a livello locale), per il buono stato di conservazione e l’elevata abbondanza di esemplari è quello di Campo Catino (Fig. 1 e 2). Facile da raggiungere vi si può osservare e capire come doveva essere composta la Scogliera in quel periodo; infatti insieme alle Rudiste vi sono, anche se in maniera meno evidente e abbondante, Alghe, Coralli, Lamellibranchi (Molluschi Bivalve come ad es. le odierne Vongole e Cozze) e Gasteropodi (con conchiglia avvolta a spirale di cui un esempio attuale, ma di gasteropodi terrestri, sono le Lumache).

Questo sito permette di farsi un’idea di come sarebbe apparsa la regione, gli odierni Monti Ernici (e l’Appennino Centrale), dai 180 ai 70 milioni di anni fa circa, ricordando che comunque la posizione geografica di quest’area non era la stessa essendo stata, in milioni di anni, spostata verso N – NE (e tale spostamento continua tutt’oggi).

Anche se di minor abbondanza, i fossili nel sito di Filettino risalgono invece a circa 200 milioni di anni fa, quando la stessa zona era formata da isole di medio-piccole dimensioni, lagune, aree invase dal mare durante l’alta marea e banchi corallini (vedi anche articolo Geologia).

Soprattutto la vegetazione di queste isole ha lasciato testimonianze importantissime; in quel periodo infatti dominavano le prime Conifere (“gruppo” a cui appartengono gli odierni Pini etc.) e vi erano vari tipi di felci tra cui le Felci Arboree e le Ginkgo Biloba.

Questi resti fossili permettono quindi, di ricostruire un ambiente prossimo ad una spiaggia e ricco di vegetazione (Fig. 3 e 4), un’eccezione in quell’era in cui il clima del pianeta era caldo-arido.

Tale ricchezza vegetazionale permetteva quindi anche il sostentamento degli erbivori e conseguentemente dei carnivori, di quest’ultimi vi è un’importantissima impronta fossile nelle Montagne di Vico nel Lazio (il sito e altre informazioni più precise non sono ancora state rese note essendo ancora in fase di studio).

Tale impronta comunque dovrebbe appartenere ad un Dinosauro Tridattilo, carnivoro e dalla lunghezza di circa un metro e mezzo (Fig. 5 e 6), per sostentare il quale doveva esserci una effettiva abbondanza di prede, particolare quest’ultimo non di poco conto, in un periodo in cui il mondo non era certo ricco di risorse naturali.

Per capire la particolare ricchezza di questa zona in quell’era basti pensare che oltre ad un clima caldo/arido – subtropicale – desertico, non si erano ancora evolute le Angiosperme (tutte le piante da fiore e quindi i frutti), non vi erano ancora i grandi dinosauri e tantomeno gli uccelli.

Per trovare fossili molto più recenti bisogna invece spostarsi ai confini dei M. Ernici, nei pressi di Anagni infatti, sono stati rinvenuti resti di animali quali : Elefanti, Ippopotami, Rinoceronti, Buoi, Cervi e Cavalli preistorici. Sempre nel comune di Anagni sono stati rinvenuti denti umani di circa 3-400 mila anni fa.

Nel comune di Collepardo invece, sono stati rinvenuti resti di fauna preistorica e parti di scheletri umani risalenti circa al 1500 a.c. inoltre si è documentata la presenza di “un’industria litica” con alcuni utensili.

ESCURSIONE CONSIGLIATA

Per la facilità, la bellezza paesaggistica e l’abbondanza di fossili l’escursione consigliata è quella che da Campo Catino porta al sito fossilifero di Rudiste (Fig. 7). Il deposito si trova all’estremità nord orientale della conca, lungo il sentiero, all’inizio della salita verso il valico di M. Vermicano – imbocco per il sentiero dei fiori. Si rinvengono facilmente esemplari di diverse dimensioni, sezioni trasversali e longitudinali. Vi si possono anche osservare i diversi strati della roccia con i fossili a loro appartenenti e se si ha pazienza (attenzione alle scottature da sole) e fortuna si potranno notare conchiglie fossili o alghe.

Il periodo consigliato è ad inizio estate quando si può anche osservare l’incredibile fioritura di molte specie floristiche d’alta montagna (Fig. 8).

Per il ritorno si può scegliere o la salita verso M. Vermicano o l’anello di Campo Catino, entrambi molto belli da percorrere per i paesaggi, la facilità e il tempo di percorrenza.

VANTAGGI ECONOMICI DA UN PARCO

Come per i siti geologici anche quelli paleontologici sono di grande importanza sia dal punto di vista scientifico che economico. Possono essere infatti una ragione in più per far decidere ad un turista di recarsi e soggiornare in quest’area. Ma soprattutto oggi che la presenza di un parco è il primo fattore a far decidere se visitare o meno una zona, l’istituzione del Parco dei Monti Ernici è fondamentale non solo per la tutela della natura, ma anche per tutte le attività economiche come hotel, ristoranti e bar già presenti, e quelli che potranno nascere cosi in futuro, proprio grazie al richiamo che un parco ha verso i flussi turistici.

Il Parco sarebbe inoltre la “rete di collegamento” tra le tante compagnie turistiche legate a musei, club, associazioni, gruppi, università, enti, circoli, viaggi tematici di agenzie, etc. e le strutture ricettive del territorio.

 

Dott. Costantini Stefano

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