Caratteristiche geomorfologiche (1/2)

La morfologia dei Monti Ernici è alquanto complessa essendo un massiccio montuoso di notevoli dimensioni, rilevanti variazioni altimetriche, discreta estensione latitudinale e marcate  differenze climatiche tra i versanti.

Concentrando l’attenzione sulla zona orientale (o alta) degli Ernici si possono individuare principalmente tre agenti che ne hanno determinato l’aspetto attuale.

I ghiacciai (dell’ultima era glaciale) nei versanti Nord, N-E e N-O; i processi fluviali nei versanti Sud, Est ed Ovest e il Carsismo onnipresente. A questi si aggiungono i processi gravitativi (favoriti anche dai ghiacciai come ad es. le frane), quelli nivali e l’erosione eolica.

MORFOLOGIA GLACIALE

La morfologia che forse meno ci si aspetta di trovare, almeno in modo cosi rilevante, è quella glaciale (dovuta all’ultima glaciazione: “Würmiana”, tra i 110.000 e i 10.000 anni fa). Partendo dal Massiccio del M. Viglio fino ad arrivare a M. Pizzo Deta, numerosi Circhi Glaciali (aree semicircolari che si originavano e venivano erose dal ghiacciaio stesso), anche di notevoli dimensioni, si sviluppano nei versanti Nord. Tra i più spettacolari vi sono quelli della parete Nord dei Cantari e delle Coste del Viglio (Fig.  1 e 2), quelli del versante Nord che da Campo Catino va fino a Pozzotello ed infine la serie di circhi che da M. Fragara arrivano a M. Pizzo Deta e che si sviluppano sul Vallone del Rio (nel territorio di Rendinara). Vi sono però anche altre forme geomorfologiche dovute ai ghiacciai: le “ Rocce Montonate” cioè grosse rocce a forma di cetaceo, in rilievo rispetto alla superficie che le circonda, che ci danno la misura di quali dovevano essere le dimensioni di tali ghiacciai e la direzione del loro movimento. Esempi sono su M. Viglio, Campo Catino/Pozzotello (Fig. 3) e M. del Passeggio.

Altre forme dovute al glacialismo si possono riconoscere ancora in località Pozzotello e nei pressi dell’Ortara con: “Gradini di Valle Glaciale” e “Contropendenze di Esarazione”, i primi sono dei cambi di pendenza o salti rocciosi dovuti ad una diversa intensità dell’erosione glaciale, le seconde sono generalmente sottostanti i Circhi Glaciali e sono dovute ad una maggior resistenza della roccia all’erosione del ghiacciaio (Fig. 4). Vi sono infine, ma certamente non meno rilevanti, i depositi glaciali, di cui i più importanti sono in località Fonte della Moscosa e Valle Granara a Filettino, nei pressi del Fosso S. Onofrio a Campo Catino e a Zompo lo Schioppo.

Tra le varie aree del Gruppo Montuoso quella che ci può dare meglio l’idea di come fossero gli Ernici durante l’ultima Era Glaciale è quella che va da Campo Catino a Pozzotello, di cui tutto il versante Nord-Ovest è costituito da una serie di grandi Circhi Glaciali. Campo Catino stesso era occupato da un grande ghiacciaio, che ne occupava l’intera conca, costituendo cosi un Plateau Glaciale. Anche a Pozzotello, che era la sede di un estesa lingua glaciale (che scorreva poi verso quote più basse in direzione del Fosso S. Onofrio), si possono osservare diverse forme glaciali tra cui un eccellente campione di Roccia Montonata, talmente ben modellata e conservata che è un perfetto esempio di questo tipo di strutture glaciali (Fig. 5). Questa roccia ci da l’idea di quanto doveva essere vasto tale ghiacciaio e a ribadire tale grandiosità, adiacente vi è un Gradino in Valle Glaciale (forma presente solo con ghiacciai di grandi dimensioni). È probabile quindi, date le sue dimensioni, che tale ghiacciaio si andasse poi a congiungere con quelli che scendevano dai versanti di Campo Catino e Peschio della Cornacchia formando uno dei maggiori ghiacciai del versante tirrenico degli Appennini.

FORME FLUVIALI

Molto più numerose delle precedenti, essendosi impostate anche su quest’ultime, possiamo dividerle in forme di accumulo e di erosione, le prime sono prevalentemente nella fascia bassa del massiccio, mentre le seconde nelle quote più alte, quindi meno modificate dall’uomo, più naturali e di nostro maggior interesse.

La forma di erosione più comune da osservare sono: le “Vallecole a V” che sono presenti in quasi tutti i versanti Sud e che si congiungono tra loro andando a formare: “Solchi da Ruscellamento Concentrato” i quali confluendo poi nei corsi d’acqua maggiori, formano tutti insieme il Reticolo Idrografico dei Monti Ernici (vedi articolo Idrografia). Bei esempi di gerarchizzazione del Reticolo Idrografico (cioè alvei più piccoli che confluiscono man mano in quelli più grandi) si possono osservare sul versante Sud di M. Crepacuore (Fig. 6), a M. Pagnotta, in zona le Pratelle, a M. del Passeggio, all’Ortara, sul Versante Ovest dei Cantari e naturalmente nelle principali valli come la Valle dell’Agnello, etc.

Un bell’esempio di erosione e accumulo fluviale lo si può osservare a Campo Catino sia sul versante di M. Vermicano che di M. Agnello (Fig. 7), in entrambe infatti vi sono Vallecole a V che, arrivate nel pianoro, rilasciano i sedimenti trasportati e vanno a creare dei Conoidi Alluvionali cioè strutture a cono costituite dagli stessi sedimenti trasportati dall’acqua. Infine nei pressi dell’Ortara si può invece osservare un piccolo Deposito Lacustre dovuto alla presenza del piccolo stagno detto Iubero dell’Ortara (Fig. 8).

In conclusione, si deve considerare che l’Idrografia dei Monti Ernici è meno sviluppata di quanto ci si aspetterebbe, in base alle precipitazioni medie annue, ciò è dovuto all’intenso carsismo presente nell’area.

ESCURSIONE CONSIGLIATA

Senza dubbio, l’escursione che permette di apprezzare al meglio la bellezza di un paesaggio post glaciale, le sue forme, la sua asprezza, i Circhi Glaciali, le pareti rocciose, i crinali affilati, etc è il sentiero che da Campo Catino porta a Pozzotello. Si attraversa dapprima la conca che, come descritto in precedenza, doveva essere occupata da un Plateau Glaciale per arrivare poi al Valico di M. Vermicano, da dove si può osservare bene la bella serie di Circhi Glaciali che si sviluppano verso N/N-O. Da qui il sentiero si può considerare circolare, quindi si può scegliere se proseguire per la strada sterrata principale (per poi scendere a Pozzotello dall’omonimo passo) o tagliare al disotto del Peschio della Cornacchia, anch’esso un antico Circo Glaciale (Fig. 9), lasciando poi l’altro percorso per il ritorno.

Giunti a Pozzotello si potrà osservare, oltre alle varie Formazioni Glaciali precedentemente descritte, un bellissimo, raro, intimo e suggestivo panorama, tra i più belli dell’Appennino. Infatti protetti dalle cime circostanti e con lo sguardo aperto su una Faggeta d’alta quota e verso il M. Crepacuore e i M. Simbruini fino al M. Terminillo, si avrà a disposizione l’acqua di una gelida sorgente (anche se non perfettamente ben tenuta e valorizzata).

Il sentiero per la sua bellezza e non presentando particolari difficoltà è percorribile quasi tutto l’anno ed è ideale anche per Ciaspolate e Scialpinismo durante l’inverno (Fig. 10).

Vantaggi economici da un parco

È chiaro che la morfologia e quindi il paesaggio che si osserva è lo stimolo principale per un turista nella scelta di una destinazione. I Monti Ernici con la loro varietà di paesaggi, che spaziano da dolci conche e prati fioriti ad aspre rupi e pareti rocciose possono vantare molte e rare ricchezze che, se ben gestite protette e pubblicizzate, potrebbero far nascere numerosi posti di lavoro legati al turismo. Gli esercizi ricettivi presenti sul territorio sono pochi rispetto quelli che potrebbero esserci se vi fosse un maggior afflusso turistico e se questo fosse gestito in modo che i visitatori fossero incentivati a restare più giorni o tornare più volte. Ma questo può essere fatto solo da un ente più grande rispetto un singolo comune. Come esempio basti pensare alle Dolomiti o alla Val Gardena dove le campagne pubblicitarie non vengono mai fatte da e per un singolo comune ma per l’intera valle o l’intera area.

Soltanto un Parco, conoscendo le ricchezze del proprio territorio può valorizzarle e cosi facendo portare benefici economici a chi vive in quell’area.

Dott. Costantini Stefano

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