Caratteristiche idriche: idrologia

Uno degli aspetti che meglio fa comprendere come i M. Ernici e i M. Simbruini  sono un’unica struttura, è lo studio delle acque superficiali e sotterranee.

L’area che meglio dimostra quest’unita è quella di Campo Catino/Vallone S. Onofrio/Aniene infatti, al contrario di come si potrebbe pensare, non tutta l’acqua della conca va ad alimentare le sorgenti della Valle dell’Agnello ma molta, una volta infiltrata, si dirige verso NE. Importantissima per lo studio del flusso di queste acque è la Grotta degli Urli la quale si apre sulle pendici del Monte Agnello (Fig. 1 e 2). Questa è la grotta più lunga del Lazio con ben 3620 m di sviluppo e ben -610 m di profondità ed al suo interno è riconoscibile l’importantissimo strato roccioso “grigio-verdastro” ad Orbitolina (microfossili appartenenti al “gruppo” dei Foraminiferi, Protozoi unicellulari dal guscio calcareo). La sua importanza è data dal fatto che costituisce lo strato impermeabile  responsabile della formazione di tutte le più importanti sorgenti del gruppo dei Simbru-Ernici. La posizione e l’inclinazione di tale strato,  influenza quindi il flusso sotterraneo delle acque che cosi da Campo Catino, infiltrandosi si muovono verso il Vallone S. Onofrio per poi sgorgare in parte, nella Sorgente Capo d’Acqua e Sorgente Ceraso.

Campo Catino quindi appartiene in parte al bacino Idrogeologico dell’Aniene la cui valle però, dal punto di vista tettonico, appartiene alla struttura dei M. Ernici Occidentali, in questo modo ci si rende conto di quanto i Simbruini e gli Ernici siano un’unica struttura geologica.

L’altro grande flusso idrico interessa la dorsale Campo Catino-M. Vermicano-La Monna (Fig. 3) e va a rifornire le sorgenti della Valle Agnello e della Valle dell’Inferno, anche in questo caso fondamentale è il ruolo dello strato roccioso ad Orbitolina nella formazione delle numerose sorgenti.

In particolare lo si ritrova alla Sorgente del Vermicano (Fig. 4), una sorgente perenne, che insieme alle Sorgenti dell’Alto Cosa, può essere studiata anche grazie al complesso sotterraneo di M. Vermicano, il quale con uno sviluppo di ben 2600 m e ben 3 ingressi distinti è un raro esempio di complesso speleologico ramificato, che permette cosi di fare studi sul flusso sotterraneo delle acque nella Valle dell’Agnello.

Altre rarità sono le sorgenti (a pressione) di Pozzotello, con una bellissima sorgente perenne di quota, oppure Zompo lo Schioppo con l’acqua (a regime intermittente) che esce da un condotto carsico e dopo qualche metro si getta da una parete con un salto di circa 80 m, costituendo cosi la cascata naturale più alta dell’Appennino, alla cui base si sviluppano altre copiose sorgenti che vanno cosi a formare il Torrente dello Schioppo.

Altre importantissime sorgenti (per la loro portata e i fiumi che ne nascono), sono quelle del Fiume Cosa e di Capo Fiume (Fig. 5 e 6 ), in entrambe i casi fortemente incondottate. Riguardo il Fiume Cosa si distinguono due sorgenti principali: Caporelle e le “Alte” con una portata abbastanza costante durante tutto l’anno; mentre le sorgenti di Capo Fiume, nella Valle dell’Inferno, sono a regime irregolare con minimi nella stagione autunnale.

Un altro interessante corso d’acqua è quello di Capo Rio (Fig. 7), nel comune di Collepardo, più piccolo dei precedenti, nasce però in una zona paesaggisticamente di gran pregio che regala una piacevole sensazione di intimità con la natura circostante, anche le sue sorgenti sono intermittenti e parzialmente captate.

Molte altre sorgenti sono state sfruttate per costruire numerosi fontanili, come ad esempio “Le Fontanelle” nel comune di Vico nel Lazio, ai piedi del Monte La Monna, dove la pietra da cui fuoriesce l’acqua potrebbe essere parte di un antico acquedotto romano (Fig. 8 ). Altre sorgenti hanno invece acque oligominerali di gran pregio come la sorgente di Filette a Guarcino e quelle di Fiuggi.

Queste sono solo alcune delle caratteristiche idriche e idrologiche del gruppo dei Simbru-Ernici (per il Lago di Canterno vedi articolo Geomorfologia e Geologia), che costituisce uno degli acquiferi più grandi d’Italia, potendo contare anche su abbondanti precipitazioni.

Chiaramente la valorizzazione, anche economica, di questo patrimonio è legata in modo diretto e, non può non prescindere, dalla cura di queste montagne e della loro natura!

 

ESCURSIONE CONSIGLIATA

L’escursione che permette di concatenare importanti sorgenti è quella che da Guarcino porta alle sorgenti del Fiume Cosa, usando la variante che parte da Filette cosi da rifornirsi d’ottima acqua, ci si riporta con una stradina asfaltata sul sentiero principale, il quale si addentra nella bella e suggestiva Valle dell’Agnello (Fig. 9). Dapprima si incontrano le sorgenti  di Caporelle, per giungere poi alle sorgenti del Cosa. Il percorso è abbastanza facile e segnalato; volendo si può poi proseguire, percorrendo tutta la valle, verso il Monte Monna ma in tal caso bisogna considerare la propria velocità escursionistica per gestire bene i tempi di andata e ritorno.

VANTAGGI ECONOMICI DA UN PARCO

I vantaggi in questo caso sarebbero numerosi e di diversi tipi, infatti non solo il turismo legato a fiumi, torrenti e laghi è tra i più floridi e con maggior numero di visitatori, ma a questo si potrebbe legare un “rilancio” delle acque di Fiuggi e Guarcino che senza dubbio sfrutterebbero il fatto che alle loro acque verrebbe associata la presenza di un parco. Questo infatti porterebbe ad un maggior interesse del pubblico verso quel prodotto, che sarebbe visto come provenire da un ambiente sano e rispettato, quindi migliore e da preferire rispetto altre acque simili. Potrebbero aumentare in questo modo sia le vendite sia gli arrivi turistici, con lo sviluppo di una rete alberghiera diffusa in tutti i paesi dell’area.

Dott. Costantini Stefano

Lascia un commento