Richiesta di audizione urgente in merito alle criticità ambientali del territorio dei Monti Ernici.

Egr. Assessore Buschini,

nel congratularci con Lei per il nuovo prestigioso incarico ricevuto dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, intendiamo sin da subito instaurare un rapporto di dialogo con Lei e, per questo, Le inviamo questa richiesta di audizione, al fine di poterLe illustrare a voce con il supporto di inequivocabili documenti, le numerose criticità, che interessano il territorio dei Monti Ernici, in particolare quelle che hanno dirette conseguenze sulla tutela dell’ambiente e delle preziose risorse naturali in esso conservate.

Criticità che, evidentemente, non vengono adeguatamente affrontate e risolte dagli enti locali e dagli altri organi competenti in materia di prevenzione e repressione di abusi e reati ambientali.

Criticità per le quali oltre un anno fa numerosi consiglieri regionali, destinatari di questa nota per opportuna conoscenza, sottoscrissero e depositarono la Proposta di legge regionale n. 207 del 28.10.2014 intitolata “Istituzione del Parco Naturale Regionale dei Monti Ernici”, promossa e sostenuta dallo scrivente Comitato, che è composto da 66 associazioni e numerosissimi aderenti singoli.

Criticità per le quali la stessa Giunta Regionale, di cui Lei è entrato recentemente a far parte, approvò, su proposta del Suo predecessore, la Delibera n. 463 del 17.12.2013, dove, fra le priorità d’intervento in essa individuate, si legge al punto 3) lettera g): “Individuazione di una forma adeguata di protezione dell’area dei Monti Ernici”, da raggiungere, secondo la DGR stessa, entro lo scorso mese di giugno del 2015.

Criticità che compromettono l’integrità del territorio e dei valori naturalistici compresi nella Zona di Protezione Speciale “Simbruini-Ernici”, per la quale la Regione Lazio è responsabile della corretta gestione nei confronti del Ministero dell’Ambiente e, soprattutto, dell’Unione Europea. E nonostante ciò non ha ancora approvato il Piano di Gestione, redatto ormai circa 10 anni fa.

Criticità che, ugualmente, compromettono l’integrità degli habitat e delle popolazioni di specie di interesse comunitario comprese nei diversi Siti di Importanza Comunitaria inclusi nella ZPS suddetta, per i quali la Regione Lazio ha le medesime responsabilità ma non ha ancora ottemperato in merito alla definizione delle Misure di conservazione, contribuendo all’esposizione dell’Italia e del Lazio ad una Procedura d’infrazione per mancata attuazione di una direttiva europea (la Direttiva 92/43/CEE).

Criticità che compromettono, inoltre, i valori naturalistici dell’Oasi di Protezione della Fauna di Trisulti e del Bosco Demaniale “Selva d’Ecio”, oltreché di tante altre porzioni di territorio che conservano ancora rilevantissimi patrimoni naturalistici e paesaggistici, attraversati tra l’altro dal percorso del Cammino di San Benedetto, che sappiamo starLe particolarmente a cuore vista la Sua P.d.L. regionale in merito.

Criticità, infine, che in alcuni casi possono anche compromettere la qualità di risorse importanti per la collettività, come l’acqua, e che comunque arrecano danno al territorio e alle sue comunità per effetto del degrado ambientale e degli usi impropri che contrastano con la qualità della vita e lo sviluppo sostenibile, obiettivi prioritari del Presidente Zingaretti, che adesso spetta a Lei continuare a perseguire, in qualità di Assessore all’Ambiente, per passare finalmente dalle parole ai fatti.

In attesa di un Suo cortese riscontro, La ringraziamo per l’attenzione e Le auguriamo buon lavoro. Cordiali saluti.

Frosinone, 24.01.2016

 

Comitato per la protezione dei Monti Ernici

Gaetano de Persiis                Riccardo Copiz


Proposta di legge n°207 del 28 ottobre 2014. Istituzione del Parco Naturale Regionale dei Monti Ernici

Un anno è ormai trascorso dalla presentazione della proposta di legge in oggetto, da tutti noi richiesta e sostenuta.

Dobbiamo, tuttavia, rilevare che essa non ha neppure iniziato il suo normale iter.

Questo lungo lasso di tempo ci ha visti impegnati in una serie d’incontri sia con la cittadinanza, che ci ha sempre manifestato apprezzamento ed incoraggiamento, sia con la prima firmataria della P.d.L., la Consigliera Daniela Bianchi, che ha continuato a manifestarci il suo appoggio.

Dal programma elettorale del Presidente Zingaretti (pag.92), sulla base del quale egli s’è affermato nelle elezioni nel 2013, avevamo appreso che “…la prima cosa che intendiamo fare è approvare una nuova legge quadro sulla biodiversità e le aree protette della Regione Lazio …

In una successiva deliberazione del 03.07.2013 (n°163 – pubbl. sul BURL n°57 del 16.07.2013), a rimarcare l’impegno programmatico, vengono individuate le “Linee guida e d’indirizzo della normativa regionale in materia di conservazione della natura, aree protette e tutela della biodiversità e della geodiversità

Ricordiamo questi due passaggi, uno programmatico e l’altro deliberativo, in quanto la Consigliera Bianchi (ma non soltanto lei), più volte, ci ha chiarito che, attraverso la riforma dell’attuale Legge sulle Aree Protette, sarebbe passata anche l’istanza della protezione degli Ernici, in più occasioni ribadita dalla Regione stessa.

A conferma e conforto di queste dichiarazioni d’intenti della Giunta, avevamo letto ed apprezzato i contenuti del solenne impegno assunto con la successiva

D.G.R. n°463 del 17.12.2013, avente per oggetto “Conservazione dell’Orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus): istituzione del Comitato Tecnico dei Direttori e linee guida per l’attuazione delle priorità di intervento”.

Fra le priorità d’intervento in essa individuate, al punto 3) sub g), si legge: “Individuazione di una forma adeguata di protezione dell’area dei Monti Ernici”.

Nell’allegato A)-Linee guida per l’attuazione delle priorità d’intervento, si legge:

PRIORITÀ   – Individuazione di una forma adeguata di protezione dell’area dei Monti Ernici (rif. azioni A4 e A5 del PATOM)

LINEA GUIDA   – Nell’ambito della definizione del nuovo Piano Regionale delle Aree Naturali Protette, di prossimo avvio, verrà condotta l’analisi delle proposte di istituzione di nuove aree protette.   L’area dei Monti Ernici, già precedentemente individuata dall’Agenzia Regionale per i Parchi (2007) come area di reperimento sulla base degli elevati valori naturalistici, sarà rivalutata criticamente anche alla luce delle nuove proposte di istituzione.

In base agli esiti dell’analisi, saranno individuati il percorso e gli strumenti normativi più idonei a garantire un’adeguata forma di protezione dell’area (ad oggi interamente ricompresa nei siti della Rete Natura 2000).

TEMPI PREVISTI – Individuazione del percorso e degli strumenti normativi entro giugno 2015.

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Fin qui l’enunciato dell’inequivocabile delibera.

Purtroppo, però, sono già trascorsi quattro mesi da quella data e non abbiamo alcuna notizia che quel percorso e gli annunciati strumenti normativi siano stati ancora individuati.

Abbiamo oggi appreso della P.d.L. n°291 del 02 c.m. (Modifiche alla legge regionale 6 ott. 1997, n°29d’iniziativa della Giunta Regionale, senza tuttavia riuscire ad immaginare quali possano esserne gli sviluppi.

Nel frattempo, questo prezioso territorio viene quotidianamente sottoposto ad ogni genere di sopruso, non esclusa l’indiscriminata circolazione fuori strada anche in alta quota (inutilmente portata più volte all’attenzione della Prefettura, del Corpo Forestale dello Stato e della Polizia Provinciale) ed il deleterio e pesante bracconaggio, ammesso anche dagli stessi rappresentanti dell’ATC FR1 nel corso della riunione, che si è tenuta presso l’ARP in data 15 luglio u.s.

A questo punto, il nostro compito –anzi, il nostro dovere– nell’interesse dell’intera comunità, non solo locale (come testimonia l’estrazione provinciale, regionale e nazionale dei Componenti il nostro Comitato), è quello di riproporre a tutti i destinatari di questa missiva l’assoluta urgenza d’individuare i giusti percorsi, che consentano di attuare quanto deliberato in assoluta autonomia della Giunta Regionale del Lazio e, in armonia con questo, di attivare e concludere anche l’iter della ricordata proposta di legge n°207 del 28 ottobre 2014.

La nostra vuole essere una civile, costruttiva e democratica sollecitazione, che esercitiamo in nome e per conto delle migliaia di cittadini che si sono riuniti, singolarmente e attraverso ben 65 Associazioni, intorno al nostro Comitato e che s’attendono di vedere considerata e riconosciuta la loro istanza d’istituire un’area protetta sui Monti Ernici.

Di questa nostra lettera daremo ampia diffusione attraverso i normali canali mediatici, così come saremo lieti di diffondere le gradite risposte, che attendiamo da voi tutti, nessuno escluso.

Grazie per l’attenzione prestataci e per quanto vorrete comunicarci.

Molti cordiali saluti.

Alatri, 12.10.2015

 

COMITATO PER LA PROTEZIONE DEI MONTI ERNICI Gaetano de Persiis – Riccardo Copiz

 A.F.N.I. – ASSOCIAZIONE FOTOGRAFI NATURALISTI ITALIANIRenzo Mastracci

ALTURA LAZIOFabio Borlenghi      AMICIMONTI Isola Liri-Arpino Vincenzo Corona

ARCHEOCLUB ALATRIGiancarlo Rossi       C.A.I. ALATRI – Sigismondo Giordani

A.R.S.TU.M. ASS.RICERCA STORICA TUSCIA MERIDIONALEGiampiero Marcello

ASS. ABRUZZO PARKS – Claudia Di Nardo      ASS. CULTURALE PEGASOStefano Pinto

ASSOCIAZ. ASTRONOMICA FRUSINATEMario Di Sora

ASSOCIAZ. CENTOMILA PASSI – Domenico Notarcola      ASSOCIAZIONE IL SALVIANO – Sergio Rozzi

ASS. CULTURALE “LE VIE DELL’ARTE” – Raffaella Arduini

ASSOC. OLTRE L’OCCIDENTE – Paolo Iafrate ASSOC. ZEFIROEliana Noviello e Miriam Minnucci

ASS. UNIVERS. STUDENTI FORESTALI – VITERBO – Giulia Torta

ASSORAIDER Sez. di Sora (FR)Ivano Tatangelo   CENTRO STUDI TOLERUS  – Pasquale Pesce

ASSOCIAZIONE PICCOLO APPRODO DELLE VOLPI – Guido Petrocchi

ASS. UOMO E TERRITORIO PRO NATURAAngelo Proserpio BED TO BED TURISMOMauro Pisani

CENTRO STUDI ECOLOGICI APPENNINICI – Franco Tassi

CIRCOLO INTERCOMUNALE LAMASENA – Remo Cinelli

CIRCOLO SPELEOLOGICO ROMANO – Stefano Gambari     C.A.I. LAZIO – Fabio Desideri

C.A.I. FROSINONE – Paolo Sellari        C.A.I. SORA – Lucio Meglio

COMITATO PARCHI – Franco Tassi     ERCI TEAM ONLUS – Sergio Rozzi

COOPERATIVA AMBIENTALE CLIMAX – David Massaroni

COOPERATIVA SOCIALE ALCEDO – Flavio Rocchi

FARE VERDE Prov. Frosinone – Francesco Greco G.E.A.C. – SORA – Ciro Castellucci

I LUPI DELL’APPENNINO – Luigi Apicella    FARE VERDE Monte S.G.Campano – Marco Belli

FEDERAZIONE NAZIONALE PRO NATURA – Mauro Furlani

FEDERAZIONE SPELEOLOGICA DEL LAZIOPaolo Dalmiglio

FEDERTREK ESCURSIONISMO E AMBIENTE – Paolo Piacentini

IL CLUB DEI CAMMINANTI – Daniela Montoni      L.A.C. FROSINONE – Roberto Vecchio

LEGAMBIENTE FROSINONEFrancesco Raffa   L.I.P.U. FROSINONE – Marcello Gelfusa

L.I.P.U. LAZIO – Giancarlo Polinori      LEGAMBIENTE circolo Il Cigno – FR   – Antonio Setale

MEMENTO NATURAE – Riccardo Oliva      MONTAGNA GRANDE – Sandro Forte

MOUNTAIN WILDERNESS – Maria Chiara Starace       ORSO & FRIENDS – Nicoletta Pupp

NATURA MEDITERRANEO – Benito Oliva e Aldo Marinelli

ORTO BOTANICO COLLEPARDO – Riccardo Copiz

OSSERVATORIO ASTRONOMICO DI CAMPOCATINO – Mario Di Sora

PRO LOCO MONTE S. G. CAMPANO – Goffredo Todini

REWILDING APENNINES – Bruno D’Amicis      RES CIOCIARIA – Arduino Fratarcangeli

ROYAL WOLF RANGERS – Silvano Perfili   SAVE THE THERMALSFabrizio Malandruccolo

SISTEMA NATURAGiovanna Del Greco e Luca D’Alessandris  TERRAVIVA – Antonella Mattei

SOCIETA’ ROMANA DI SCIENZE NATURALI – Pierangelo Crucitti

SALVIAMO L’ORSO – Stefano Orlandini       SYLVATICA – Fabio Coccia Collepardo

TESORI DEL LAZIO – Giovanni Garofoli       TRAVELECO – Isola del Liri   – Federico Campoli

V.A.S. -VERDI AMBIENTE E SOCIETA’ – Rodolfo Bosi

WWF LAZIO – Andrea Filpa        XEMINA – ASS. CULTUR. AMBIENT. – Marianna Di Santo

 


Apprendiamo che qualcuno sta promuovendo una raccolta di fondi a favore di un non meglio precisato progetto di “Parco naturale dei monti ernici” (sic!). Intendiamo chiarire che questo Comitato è assolutamente estraneo a tale iniziativa, poiché fonda la sua azione unicamente sul volontariato e sul libero contributo dei componenti il Comitato Ristretto.

Pertanto invitiamo a ritenere quella “trovata” del tutto estranea alla nostra linea di condotta. Riteniamo utile ribadire quanto, da tempo, è pubblicato su questo stesso sito:

Ogni iniziativa, notizia o comunicazione, che non sia pubblicata e/o confermata direttamente su questo sito o che non provenga dalla sua casella di posta elettronica, non può essere ad alcun titolo attribuibile al Comitato per la Protezione dei Monti Ernici. 

Pertanto, nel dichiararci estranei a tutto quanto non sia confermato e verificabile attraverso i due citati parametri, rivolgiamo un generalizzato invito ad accertare, di volta in volta, la corretta origine di quanto divulgato a nome del medesimo Comitato”.


Dal 15 agosto scorso è stata autorizzata la prosecuzione della caccia al capriolo sui Monti Ernici ed in Valle di Comino, nonostante l’esito dell’incontro tenutosi a Roma il 15 luglio fra l’ISPRA, il Parco d’Abruzzo, la Provincia di Frosinone, l’ATC FR1, la Regione Lazio e il CFS di Frosinone. Nonostante la sedicente sensibilità del Presidente Pompeo, del consigliere delegato Magliocchetti, e di altri dirigenti provinciali che sembravano volersi stracciare le vesti, si è di nuovo consentita la caccia a quest’innocuo animale, che nessun danno ha mai arrecato alle nostre comunità, in nome di una “selezione”, che è, invece, tutt’altro: puro e semplice sadico divertimento. Le associazioni agricole (e non solo) da anni lamentano i seri danni prodotti dalla moltitudine di cinghiali reintrodotti a fini venatori, che imperversano per ogni dove, ma Provincia e ATC FR1, invece di studiare misure per contenerne il numero, pensano ad abbattere caprioli, per i cui presunti danni non è mai stato necessario pagare un solo centesimo. Si è tentato di dimostrare che “sono troppi”: sono riusciti a far credere che sui nostri monti ce ne siano addirittura 1264 capi, quando ognuno degli assidui frequentatori di questi luoghi sa quanto sia improbabile avvistarne anche uno solo. Eppure no! Sulla base di quel numero abnorme (densità media di quasi 12 capi per 100 ettari –con punte di 40 capi in certe aree campione-, quando nel vicino Parco d’Abruzzo la densità è di appena 0,30 capi per la stessa superficie!) sono riusciti ad ottenere la “licenza di uccidere” ben 74 di quelle delicate creature: maschi, femmine e anche giovani! Ma, come si dice, “il diavolo insegna a far le pentole, ma non i coperchi”. A precisa domanda, l’ATC ha dovuto confessare che erano riusciti ad abbattere un solo capriolo di quei ben oltre mille presenti. “E come mai?” -qualcuno ha chiesto- “Erano talmente tanti che avreste potuto catturarli con il retino per le farfalle!”.

Sapete qual è stata l’invereconda risposta? “La causa è dovuta al diffuso bracconaggio, quantificato orientativamente su base provinciale in centinaia di capi”. Qualcuno ha fatto notare che sarebbe stato quantomeno doveroso denunciare un fenomeno così grave nel momento in cui se ne veniva a conoscenza e non soltanto per “giustificare” l’incongruenza dei dati prodotti. Nessuno, però, (non la Regione, non la Provincia, non l’ISPRA) ha sentito il dovere civile e istituzionale di far notare una cosa che è per noi lapalissiana: se, come è stato pubblicamente asserito dall’ATC, mancano oggi centinaia di caprioli rispetto al loro censimento iniziale (per noi comunque ampiamente esagerato), mancano anche, di conseguenza, le premesse numeriche per autorizzare il proseguimento della caccia medesima!

Ci aspetteremmo, quindi, che la caccia venga immediatamente sospesa e vorremmo anche ascoltare qualche spiegazione da parte di qualcuno, ma non ci illudiamo in proposito.

Vuolsi così, colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare

Pare che, in Provincia di Frosinone, al buon Virgilio si sia sostituito l’influente presidente dell’ATC FR1 al quale non si può (e lui ne è intimamente convinto) dire di no: ogni suo desiderio sembra essere un perentorio ordine da rispettare da parte delle gerarchie politiche e amministrative provinciali, regionali …e non solo!

Vi pare che esageriamo? Crediamo proprio di no: altrimenti come potevano essere impunemente deliberate sia alcune zone di caccia al cinghiale all’interno di Siti d’Importanza Comunitaria, sia la caccia al capriolo senza le necessarie e obbligatorie Valutazioni d’Incidenza?

Per certi “supertecnici” non può essere una semplice (e reiterata) dimenticanza!

18.08.2015

IL COMITATO PER LA PROTEZIONE DEI MONTI ERNICI