Un Parco per gli Ernici, che dia il dovuto risalto al valore naturalistico e ambientale del territorio appenninico compreso nella parte nord della provincia, lo aspettiamo oramai da troppo tempo, ma, proprio in ragione del tempo passato, l’esigenza di istituire quest’area protetta è diventata sempre più pressante, prima che danni irreparabili ne stravolgano l’unicità.

Perché un Parco è lo strumento più adeguato per gestire, in maniera condivisa, la natura ricca e generosa di questa parte dell’Appennino abitata da rarità faunistiche (prima fra tutte Ursus arctos marsicanus) e botaniche, e ricoperta da foreste antiche, che ornano montagne maestose. Un Parco, nella moderna declinazione, che nel nostro Paese deriva dalla corretta applicazione della legge 394/91, è anche una speranza per un’economia basata sulla sostenibilità e sull’uso consapevole delle risorse naturali: questa speranza dobbiamo coltivarla attraverso l’istituzione del Parco dei Monti Ernici per il bene di tutti i cittadini qui residenti, meritevoli di vedere riconosciuto il diritto alla tutela della natura e della biodiversità: un bene comune necessario al pari di altri diritti, che rischiano di essere negati o violati. Il valore naturalistico degli Ernici non è in discussione: è stato ampiamente certificato da studi e ricerche di numerosi scienziati (naturalisti, geografi, geologi, ecc.), particolarmente nel corso degli ultimi due secoli, ed è stato ben pubblicizzato dal recente BioBlitz 2014.

Un Parco, inoltre, trasformerebbe in pregevoli opportunità la lunga serie di vincoli ambientali, peraltro opportuni e necessari, cui il territorio è già sottoposto, quali, a puro titolo d’esempio:

a) Direttiva CEE 43/92 dell’Unione Europea: nell’ambito della Rete Natura 2000, questo territorio ospita alcuni Siti d’Importanza Comunitaria (SIC) e una vastissima Zona di Protezione Speciale (ZPS);

b) Decreto Ministeriale 22-5-85 (Dichiarazione di notevole interesse pubblico della Zona Monti Simbruini-Ernici)

In relazione agli impegni sottoscritti dalla Regione Lazio nel PATOM (Piano d’Azione per la Tutela dell’Orso Marsicano), dobbiamo anche doverosamente menzionare quelli da essa assunti nella D.G.R. 463 del 17.12.2013.

Gli Ernici rappresentano un comprensorio unico, omogeneo e fortemente integrato, che, per la tutela degli ecosistemi, del regime delle acque, degli equilibri naturali in generale, ma anche per la valorizzazione degli aspetti storici, sociali e culturali in esso insiti, richiede uno strumento unitario di gestione e governance. Per questo proponiamo di istituire il Parco dei Monti Ernici che andrà, fra l’altro, a costituire un’area protetta unitaria dell’Appennino centrale, avendo a nord-ovest l’attuale Parco Regionale dei Simbruini, ad est il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e a nord la Riserva Naturale abruzzese dello Zompo lo Schioppo.

Il comprensorio degli Ernici è un’area montana e come tale, secondo il Nordregio Report 2004 “Mountain areas in Europe” offre: risorse idriche, diversità biologiche, culturali, agro–alimentari, potenzialità turistiche e ricreative, e rientra nelle aree caratterizzate da svantaggi geografici o naturali ma contemporaneamente ricche di risorse ambientali, culturali, naturali, per le quali la politica di coesione europea prevede strumenti finanziari per migliorare l’accessibilità, promuovere

e sviluppare le attività economiche connesse al patrimonio esistente, incoraggiare l’uso delle risorse, incoraggiare il turismo sostenibile.

Questa proposta, che ricade pienamente nell’articolato della L.R. 394/91 (in modo da poter beneficiare dei vantaggi previsti per le aree protette dall’art.32 L.R. 29/97), riprende il lungo lavoro messo in atto da generazioni di ambientalisti che, con lungimiranza e caparbietà, hanno proposto e tenuto vivo quest’obiettivo, che oggi è molto condiviso tra le popolazioni. E’ oramai opinione diffusa che il Parco sia un’occasione irrinunciabile per porre un freno al rischio di perdere valori unici di biodiversità, e al contempo rappresenta una risposta organica per fermare l’abbandono e lo spopolamento di un territorio, che vede troppi giovani costretti a trasferirsi per avere una possibilità di vivere decentemente. Il Parco rappresenta una strategia unitaria di valorizzazione dei Monti Ernici sul piano dello sviluppo delle sue grandi potenzialità agro–alimentari, turistiche e ricreative, alla stregua di quanto avviene per altre aree, che hanno saputo valorizzare queste risorse. Fra l’altro, la nuova programmazione della Regione Lazio, EU 14/20 individua come asset la Via Benedicti, che, inserita ampiamente nel territorio, può divenire un progetto integrato per la conservazione degli ambiti naturali e la valorizzazione del sistema delle aree protette dell’Appennino laziale.

L’istituzione del Parco permetterebbe, infine, di dare piena attuazione, anche in questo comprensorio, al progetto “APE–Appennino Parco d’Europa” e alla Convenzione degli Appennini. Significherebbe rilanciare la provincia attraverso una nuova immagine, di riscoperta della natura e delle sue potenzialità di sviluppo locale. Il periodo storico che stiamo vivendo è caratterizzato da una devastante crisi economica, che si ripercuote pesantemente sui lavoratori e sulle imprese ciociare e, in particolar modo, nell’area nord della provincia.

PER QUANTO SOPRA ESPOSTO,
I SOTTOSCRITTI ENTI ED ASSOCIAZIONI DEL MONDO CIVILE E DI CATEGORIA,

CONSAPEVOLI,

a) dell’incommensurabile ricchezza naturalistica, paesaggistica ed ambientale del comprensorio dei Monti Ernici;

b) del grande valore storico, culturale e sociale dell’intera area, in cui la millenaria presenza umana si manifesta in mirabili paesi ed in siti storici ed artistici pregevoli ed unici;

c) delle preziose risorse costituite dalle riserve idriche, che riforniscono gran parte del Frusinate, strategiche per la vita stessa di noi tutti e meritevoli di assoluta tutela;

d) che gli Ernici rimangono inspiegabilmente fra i pochi importanti gruppi montuosi (forse l’unico) dell’intera dorsale appenninica a non essere interessati da un’area protetta che li tuteli;

e) che l’istituzione del Parco regionale, può rappresentare una formidabile opportunità di sviluppo economico e sociale per le popolazioni locali in un territorio, che più di altri soffre oggi della crisi economica e dell’assenza di prospettive, attraverso la gestione sostenibile delle sue ricchezze naturali, riconoscendo loro, tra l’altro, il ruolo di custodi di queste ricchezze;

TUTTO CIO’ PREMESSO,
S’IMPEGNANO

a promuovere un dibattito pubblico con le comunità locali interessate e a sostenere, presso la Regione Lazio, la proposta di legge regionale n°207 del 28.10.2014 (prima firmataria On. Daniela Bianchi) e le procedure necessarie per l’istituzione del Parco regionale dei Monti Ernici, che s’inserisca a pieno titolo nel progetto generale di riordino dei parchi regionali.

Frosinone lì 23-02-2015

(Scarica il manifesto in formato PDF)


Sarà distribuito nei prossimi giorni, nei negozi dei paesi dell’area, il nostro manifesto per la tutela dei Monti Ernici: aiutateci a diffonderlo, è davvero molto importante che più persone possibili ne vengano a conoscenza.

Vi ricordiamo poi che è ora possibile aderire singolarmente al Comitato e manifestare il proprio sostegno alla causa della tutela dei Monti Ernici, fate sentire la vostra voce !

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