Quel che le istituzioni scientifiche e gli enti preposti dovevano produrre e divulgare sulle azioni necessarie ad assicurare un futuro a quella straordinaria entità zoologica che chiamiamo Ursus arctos marsicanus, animale unico al mondo che sopravvive sull’Appennino in 50-60 esemplari, è stato abbondantemente prodotto e divulgato. Tutti ne sono a conoscenza: anche e soprattutto le Amministrazioni pubbliche, nelle cui mani è riposta la speranza di salvezza dell’orso più raro del mondo.

La sollecitazione a redigere queste riflessioni, deriva dalla lettura di quanto è scritto a pag.43 di NATURA PROTETTA n°19 (estate 2016) dedicato interamente al “Rapporto Orso Marsicano 2015”. Questo il link:
http://www.parcoabruzzo.it/pdf/NaturaProtetta19_RapportoOrso.pdf

Nella conclusione dell’articolo relativo a “L’orso bruno marsicano nella Regione Lazio” si legge: “In generale l’attività della Rete (di monitoraggio, n.d.r.) ha consentito di acquisire, verificare e consolidare dati di presenza dell’Orso nel territorio laziale negli ultimi 20 anni e di individuare le aree più importanti dove concentrare gli sforzi per la tutela della specie”. Tutto bene se non fosse che, fra quelle “aree più importanti”, la più importante è quella degli Ernici e non lo è perché lo diciamo noi, che, pure, lo diciamo da parecchio: è la più importante (addirittura la seconda per importanza di tutto l’Appennino, dopo il solo PNALM) perché lo attesta e lo ribadisce uno studio prodotto nel marzo 2016 dall’Unione Zoologica Italiana e dall’Università “La Sapienza” per il Ministero dell’Ambiente.
Questo il link:
ftp://ftp.minambiente.it/pnm/CartografiaOrsoBrunoMarsicano/Relazione%20tecnica%20finale.pdf

A chi volesse prenderne visione, consigliamo di dar subito uno sguardo alla Tabella 14 a pag.38: è particolarmente esemplificativa di quel che stiamo dicendo. Facciamo un passo indietro e torniamo a quel “…dove concentrare gli sforzi per la tutela della specie”.

Sforzi? Quali sforzi? Il lettore inconsapevole sarà sicuramente indotto a pensare che la Regione Lazio avrà fatto (e starà facendo) i proverbiali salti mortali per raggiungere lo scopo.  Niente di più ingannevole! La Regione Lazio sta, ancora oggi, deliberatamente ignorando entrambe le DGR da essa stessa assunte in conseguenza degl’impegni presi nell’ambito del PATOM e che prevedevano l’individuazione di una “forma adeguata di protezione dell’area dei Monti Ernici”:

  • la DGR 463/2013, che prevedeva il termine di giugno 2015, e la successiva DGR 687/2016, che ribalta il tutto addirittura a dicembre 2018.

E, nel frattempo, sta anche boicottando la Proposta di Legge 207/2014 (prima firmataria la consigliera di maggioranza Daniela Bianchi) elaborata da questo Comitato e da allora nascosta nei polverosi meandri della Regione Lazio (il relativo iter non è mai iniziato!) a causa della ferrea ed intransigente opposizione dell’assessore all’Ambiente, Mauro Buschini e della reiterata indifferenza del presidente, Nicola Zingaretti.
Più volte abbiamo indirizzato richieste di colloquio e/o di chiarimenti a questi pubblici amministratori, eletti in rappresentanza dei Cittadini, senza mai ricevere risposta alcuna da ben quattro anni a questa parte.
E’, quindi, soltanto nella sfera politica che vanno ricercate le responsabilità dell’inerzia o del disinteresse, con cui si gestisce quella che viene definita ipocritamente “emergenza orso”. In assenza di un forte movimento di opinione pubblica, questi signori si sentiranno legittimati a persistere nella loro deplorevole ignavia …altro che sforzi!
Fra qualche mese saremo chiamati ad esprimere nelle urne un giudizio sul loro operato.
Ricordatevi, allora, di questo breve pro-memoria.

Il Comitato per la Protezione dei Monti Ernici


Richiesta di audizione urgente in merito alle criticità ambientali del territorio dei Monti Ernici.

Egr. Assessore Buschini,

nel congratularci con Lei per il nuovo prestigioso incarico ricevuto dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, intendiamo sin da subito instaurare un rapporto di dialogo con Lei e, per questo, Le inviamo questa richiesta di audizione, al fine di poterLe illustrare a voce con il supporto di inequivocabili documenti, le numerose criticità, che interessano il territorio dei Monti Ernici, in particolare quelle che hanno dirette conseguenze sulla tutela dell’ambiente e delle preziose risorse naturali in esso conservate.

Criticità che, evidentemente, non vengono adeguatamente affrontate e risolte dagli enti locali e dagli altri organi competenti in materia di prevenzione e repressione di abusi e reati ambientali.

Criticità per le quali oltre un anno fa numerosi consiglieri regionali, destinatari di questa nota per opportuna conoscenza, sottoscrissero e depositarono la Proposta di legge regionale n. 207 del 28.10.2014 intitolata “Istituzione del Parco Naturale Regionale dei Monti Ernici”, promossa e sostenuta dallo scrivente Comitato, che è composto da 66 associazioni e numerosissimi aderenti singoli.

Criticità per le quali la stessa Giunta Regionale, di cui Lei è entrato recentemente a far parte, approvò, su proposta del Suo predecessore, la Delibera n. 463 del 17.12.2013, dove, fra le priorità d’intervento in essa individuate, si legge al punto 3) lettera g): “Individuazione di una forma adeguata di protezione dell’area dei Monti Ernici”, da raggiungere, secondo la DGR stessa, entro lo scorso mese di giugno del 2015.

Criticità che compromettono l’integrità del territorio e dei valori naturalistici compresi nella Zona di Protezione Speciale “Simbruini-Ernici”, per la quale la Regione Lazio è responsabile della corretta gestione nei confronti del Ministero dell’Ambiente e, soprattutto, dell’Unione Europea. E nonostante ciò non ha ancora approvato il Piano di Gestione, redatto ormai circa 10 anni fa.

Criticità che, ugualmente, compromettono l’integrità degli habitat e delle popolazioni di specie di interesse comunitario comprese nei diversi Siti di Importanza Comunitaria inclusi nella ZPS suddetta, per i quali la Regione Lazio ha le medesime responsabilità ma non ha ancora ottemperato in merito alla definizione delle Misure di conservazione, contribuendo all’esposizione dell’Italia e del Lazio ad una Procedura d’infrazione per mancata attuazione di una direttiva europea (la Direttiva 92/43/CEE).

Criticità che compromettono, inoltre, i valori naturalistici dell’Oasi di Protezione della Fauna di Trisulti e del Bosco Demaniale “Selva d’Ecio”, oltreché di tante altre porzioni di territorio che conservano ancora rilevantissimi patrimoni naturalistici e paesaggistici, attraversati tra l’altro dal percorso del Cammino di San Benedetto, che sappiamo starLe particolarmente a cuore vista la Sua P.d.L. regionale in merito.

Criticità, infine, che in alcuni casi possono anche compromettere la qualità di risorse importanti per la collettività, come l’acqua, e che comunque arrecano danno al territorio e alle sue comunità per effetto del degrado ambientale e degli usi impropri che contrastano con la qualità della vita e lo sviluppo sostenibile, obiettivi prioritari del Presidente Zingaretti, che adesso spetta a Lei continuare a perseguire, in qualità di Assessore all’Ambiente, per passare finalmente dalle parole ai fatti.

In attesa di un Suo cortese riscontro, La ringraziamo per l’attenzione e Le auguriamo buon lavoro. Cordiali saluti.

Frosinone, 24.01.2016

 

Comitato per la protezione dei Monti Ernici

Gaetano de Persiis                Riccardo Copiz


Carissime Amiche, carissimi Amici,

siamo davvero lieti di comunicarvi che, in data odierna, è stata depositata e protocollata la proposta di legge n°207 della Regione Lazio.

Si tratta della nostra proposta di legge, quella per la quale ci siamo uniti, tutti insieme in questo Comitato, nell’intento di assicurare un’efficace protezione a queste montagne, che finora non godono di alcuna tutela, benché ricchissime di straordinaria biodiversità e di un patrimonio storico e paesaggistico del tutto fuori dal comune.

Questa nostra proposta di legge per la Protezione dei Monti Ernici ha avuto, fin qui, una gestazione lunga e non priva di ostacoli. Il primo contatto in Regione Lazio è avvenuto, quasi un anno fa, il 7 novembre 2013 e da quella data si sono succeduti innumerevoli incontri e confronti.

La prima firmataria, cui manifestiamo tutta la nostra stima, simpatia e gratitudine, è l’Onorevole Daniela Bianchi e, con lei, hanno firmato anche i suoi colleghi Onorevoli Riccardo Agostini, Cristiana Avenali, Davide Barillari, Enrico Maria Forte, Simone Lupi, Eugenio Patanè, Piero Petrassi, Devid Porrello, Oscar Tortosa e Riccardo Valentini, che parimenti ringraziamo per avere dato fiducia e sostegno alle nostre istanze.

Siamo consapevoli che quello di oggi sia soltanto il primo, seppur importante, passo di un iter che richiederà altre attese ed altri confronti, ma siamo anche sicuri che questo sia il giusto viatico per giungere alla felice conclusione di questo progetto avviato, da tutti noi, non per egoistici fini, ma nell’esclusivo interesse della comunità e della Natura, che è la nostra casa.

Molte cordialità e … ad maiora!

Gaetano de Persiis
Comitato per la Protezione dei Monti Ernici

Alatri, 28 Ottobre 2014


Pubblichiamo di seguito la replica del Comitato alle recenti esternazioni di AIW, ATCFR1 e URCA in merito alle nuove disposizioni a tutela dell’orso marsicano inserite nel calendario venatorio della Regione Lazio.

Scarica in formato PDF:


Sarebbe ora che l’esimio Segretario Generale dell’A.I.W. (noto satellite dell’ambiente venatorio), trovasse coerenza fra quanto scritto nel suo stesso “Documento Programmatico” e quanto, al contrario, divulgato nelle sue reiterate e ormai stucchevoli esternazioni (spesso condivise e firmate dai suoi sodalizi di riferimento, quali l’ATC FR1 e l’U.R.C.A.).

In quel documento, che v’invitiamo a leggere con attenzione, fra l’altro si legge:

“ Punto 2 – WILDERNESS COME MAGGIORE RISPETTO DELLA NATURA

l’uomo deve visitarla (la natura) sempre pronto a tirarsi indietro non appena divengano evidenti i segni del mutamento che la sua presenza le arreca, che vanno dalla degradazione ambientale al disturbo della fauna, alla perdita di certi stati di pace e solitudine (che sono un diritto della fauna prima ancora che nostro)

…L’esempio più lampante è la rivalità tra naturalisti e cacciatori. I primi vorrebbero abolire del tutto la caccia, vista come attività rivale ai loro interessi, ma quasi mai si pongono problemi di limitazione alla loro attività di osservazione, studio o ricreazione pur dannose come la caccia in certe situazioni. I secondi, dal canto loro, sono sempre pronti a prendersela col turismo o con gli inquinatori, ma evitano di porre limiti al terribile impatto che la loro categoria infligge alle popolazioni faunistiche (sic!)

Mai avremmo voluto immischiarci nel dettato degli Statuti o Documenti Programmatici di altre associazioni, di cui non facciamo parte. Ma tutto ha un limite!

Leggere le recenti dichiarazioni, ancora una volta smaccatamente filo-venatorie, partorite proprio da chi ha stilato quel “documento” così fermamente critico nei confronti di quella “categoria”, supera ogni possibile sopportazione. Ci piacerebbe sapere cosa sia accaduto nel lasso di tempo che separa l’oggi dal non lontano momento della redazione del ”documento di riferimento” dell’A.I.W.. Qualcuno potrebbe essere così gentile da spiegarlo all’opinione pubblica (e, magari, anche ai soci)?

Per non dire della metodica disinformazione che continua ad essere indefessamente propalata.

Questi signori continuano a sostenere che l’area protetta sugli Ernici verrebbe istituita con l’unico scopo di punire i cacciatori l’unica categoria -loro sostengono- che non ha responsabilità alcuna della riduzione del numero di orsi (mai un caso di uccisione da attività venatoria nell’ultimo secolo!)” (sic!). Non possono non conoscere (se li vadano a rileggere) almeno i lavori di C. Del Principe (1920) e di C. Stelluti Scala C. (1921) in cui si dà ampio resoconto delle cacce all’orso (non bracconaggio!!), che si tenevano in quegli anni nei territori in cui, per fortuna, fu poi istituito il tanto da loro deprecato Parco d’Abruzzo. Un secolo non è ancora passato! E gli orsi (un tempo diffusi in tutto l’Appennino) non sono scomparsi perché morti di freddo! La verità non è il loro forte? Almeno tacciano, invece di riferire fatti non veri!

Così come fanno quando, ancora una volta, insistono nel parlare di “supposta presenza stabile dell’orso sui Monti Ernici (mentre tre anni fa ci fu solo un isolato episodio di erratismo tra i confinanti Monti Simbruini e gli Ernici)”. Ancora una volta, asseriscono fatti non veri, ignorando verità di dominio pubblico: l’episodio, cui fanno riferimento (senza dimenticare precedenti osservazioni), non era di tre, ma di due anni fa; gli orsi erano ben due (e non uno soltanto) e l’ “episodio” stesso non era tale in quanto registrato anche nei successivi due anni! Su altri punti stendiamo un velo pietoso.

Un’ultima notazione. Non sapendo più quali futili e pretestuose argomentazioni addurre contro la protezione degli Ernici e dell’orso, che qui vorrebbe tornare stabilmente e tranquillamente a vivere, ricorrono, infine, ad un vero e proprio tentativo d’intimidazione. Concludono il loro sgangherato proclama con un “ …Perché i cacciatori, come l’elefante, hanno la memoria lunga e sanno capire chi li ha ingiustamente penalizzati.” Con ciò riferendosi, neppure tanto velatamente, al Presidente Zingaretti ed alla sua Giunta. Facendo finta d’ignorare, ancora una volta, che quei voti che il Presidente dovesse eventualmente perdere fra le fila dei cacciatori, li riguadagnerà, almeno quadruplicati, fra le fila di chi non ne può più dei loro saccenti e perenni diktat.

08.08.2014

Il Comitato per la protezione dei Monti Ernici