Riflessioni sulla DGR 463/09.12.2013 e sul PATOM – “Pacta sunt servanda”

Trisulti (Collepardo) – 22 settembre 2014 – LA TERRA DEI CAMMINI

Signori Amministratori, gentili Ospiti,

siamo oggi qui, nel cuore dei Monti Ernici, per parlare di aree protette e di “green economy”. Ma qui, sugli Ernici, paradossalmente, non esiste ancora alcuna forma di protezione.

Questa carenza espone questi luoghi a continue aggressioni, che ne mettono a rischio e ne sviliscono l’integrità dei paesaggi, dei boschi e della straordinaria fauna che li abita, di cui l’Orso Bruno Marsicano è il massimo emblema.

Lo stesso orso che abbiamo scelto come “totem”, per ricordarci che il suo futuro sarà un buon viatico per il nostro futuro di umani. Lo stesso orso che rappresenta il simbolo e la fortuna del vicino Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. La nostra associazione intende avvalersi dell’occasione, che oggi qui si presenta, per sostenere le ragioni dell’orso e del Comitato per la Protezione dei Monti Ernici, di cui fa parte insieme con altre 57 associazioni e di cui è stata fondatrice.

Vogliamo che su questa “Terra dei Cammini” continuino ad esserci le impronte dell’uomo e quelle dell’orso, le une a fianco delle altre, in segno di fratellanza e di prosperità.

A questo fine, intendiamo porre l’accento sui contenuti della DGR 463 del 17.12.2013 e del P.A.T.O.M., alle cui istanze si fa in essa continuo rinvio, per mantenerli sempre presenti alla vostra attenzione:

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… omissis …

VISTO il Piano d’Azione per la Tutela dell’Orso bruno Marsicano (PATOM) che la Regione Lazio ha ratificato con Deliberazione di Giunta Regionale n. 117 del 19 febbraio 2010 (ma sottoscritto fin dal 05.07.2006!);

VISTO che il suddetto Piano d’Azione (PATOM) afferma che la sopravvivenza della specie dipende, tra i vari fattori, anche dall’espansione dell’areale attuale della specie, la cui core area è limitata al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) e alle aree limitrofe e che, relativamente all’espansione dell’areale, alle aree di nuova presenza e di connessione, il PATOM riporta quanto segue:

  1. «L’area del Parco [PNALM, n.d.r.] è del tutto insufficiente ad assicurare anche le minime dinamiche naturali di una popolazione di orsi come dimostrato dagli home-range di alcuni maschi adulti che eccedono la dimensione del Parco e dai frequenti movimenti di dispersione di individui isolati che cercano una espansione dell’areale su tutte le direzioni (Molise, Frusinate, Maiella, Simbruin-Ernici, Sirente, Gran Sasso e Monti della Laga, Reatino, Sibillini, ecc.)» (pagina 23).
  2. «È necessario realizzare una graduale espansione dell’areale in grado di assicurare il successo dei movimenti di dispersione e dei nuovi insediamenti. L’Appennino centrale offre una vasta disponibilità di aree idonee ma è necessario assicurare che queste e le aree di connessione siano prive di pericoli.   … omissis …. È necessario pensare e agire per una popolazione appenninica di orso (dai Sibillini al Matese, dalla Majella ai Simbruini e Ernici), non più per una popolazione del PNALM» (pagina 24).
  3. L’azione A3 (Aree di connessione) ha come obiettivo «identificare le aree di connessione necessarie al collegamento tra le aree a maggior idoneità per l’orso e garantirne le migliori condizioni ecologiche» (pagina 31).
  4. L’azione A4 (“Aree di nuova presenza”) ha come obbiettivo «assicurare la compatibilità delle attività antropiche con la presenza dell’orso nelle aree di espansione attuale o potenziale» (pagina 31).

… omissis …

VISTO che con Determinazione Dirigenziale n. A08622 del 30 agosto 2012 l’Agenzia Regionale per i Parchi (ARP) ha istituito la Rete Regionale di Monitoraggio dell’Orso bruno marsicano (di cui facciamo formalmente parte dal 28 maggio c.a.) sul territorio regionale interessato dalla presenza della specie;

CONSIDERATO che le attività di monitoraggio della Rete di cui al punto precedente, di fatto già avviate a partire dal 2008 nel territorio laziale attraverso il progetto sperimentale dell’Agenzia Regionale per i Parchi (ARP) denominato “PATOM (supporto delle attività di monitoraggio e conservazione dell’Orso bruno marsicano nell’ambito del PATOM)”, hanno permesso di documentare con certezza, mediante l’identificazione dei genotipi dei singoli esemplari effettuata dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), i frequenti spostamenti di individui della specie in tutto l’areale periferico ricadente nel territorio laziale e tra alcune zone di questo (… omissis … hotspot Simbruini-Ernici) e la core area individuando, quindi, l’esistenza di un’area di connessione tra il comprensorio Simbruini-Ernici e il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) (sia all’interno sia all’esterno della Zonadi Protezione Esterna del PNALM) …

… omissis …

CONSIDERATO che nella riunione del 15 novembre 2013 la Regione Lazio, rappresentata dal Direttore dell’Agenzia Regionale per i Parchi (ARP), delegato dall’Assessore alle Infrastrutture, Politiche Abitative e Ambiente si è impegnato nel dare seguito alle seguenti azioni prioritarie:

… omissis …

g. individuazione di una forma adeguata di protezione dell’area dei Monti Ernici;

… omissis …

DELIBERA

Per quanto espresso in premessa

… omissis …

  1. di individuare le seguenti priorità di intervento per la conservazione dell’Orso bruno marsicano:

… omissis …

g. individuazione di una forma adeguata di protezione dell’area dei Monti Ernici;

… omissis …

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ALLEGATO A: LINEE GUIDA PER LATTUAZIONE DELLE PRIORITÀ DINTERVENTO PER LA CONSERVAZIONE DELL’ORSO BRUNO MARSICANO 

PRIORITÀ Individuazione di una forma adeguata di protezione dell’area dei Monti Ernici (rif. azioni A4 e A5 del PATOM)

LINEA GUIDA Nell’ambito della definizione del nuovo Piano Regionale delle Aree Naturali Protette, di prossimo avvio, verrà condotta l’analisi delle proposte di istituzione di nuove aree protette. L’area dei Monti Ernici, già precedentemente individuata dall’Agenzia Regionale per i Parchi (2007) come area di reperimento sulla base degli elevati valori naturalistici, sarà rivalutata criticamente anche alla luce delle nuove proposte di istituzione.

In base agli esiti dell’analisi, saranno individuati il percorso e gli strumenti normativi più idonei a garantire un’adeguata forma di protezione dell’area (ad oggi interamente ricompresa nei siti della Rete Natura 2000).

TEMPI PREVISTI Individuazione del percorso e degli strumenti normativi entro giugno 2015.

SOGGETTI COINVOLTI Agenzia Regionale per i Parchi; Direzione Infrastrutture, Ambiente e Politiche Abitative; Parco Naturale Regionale Monti Simbruini.

… omissis …

PRIORITÀ Approvazione delle misure di conservazione relative alle Zone Speciali di Conservazione (ZSC) con presenza di Orso bruno marsicano (rif. azioni A1, A3, A4 e A5 del PATOM).

LINEA GUIDA Conferimento del carattere di priorità al processo di approvazione delle misure di conservazione relative alle istituende Zone Speciali di Conservazione (ai sensi della Direttiva 92/42/CEE) caratterizzate da presenza di Orso bruno marsicano. L’approvazione delle misure sarà effettuata mediante Deliberazione di Giunta Regionale.

TEMPI PREVISTI Predisposizione, concertazione e approvazione delle misure entro marzo 2014 ( a tutt’oggi non ancora approvate).

Rapida approvazione della Deliberazione di Giunta Regionale non appena disponibile il testo concertato.

SOGGETTI COINVOLTI Direzione Infrastrutture, Ambiente e Politiche Abitative; Agenzia Regionale per i Parchi.

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Nel sottolineare che il complesso ernico-simbruino, per la presenza dell’orso e per la stretta contiguità con il Parco d’Abruzzo, merita urgente attenzione ed assoluta omogeneità protezionistica e gestionale, riponiamo fiducia nelle istituzioni (che voi amministratori rappresentate e che ci rappresentano) affinché vogliano prestar fede e rispettare i tempi previsti per l’attuazione di questi patti sottoscritti ed autonomamente deliberati.

I tempi, tuttavia, stringono e non consentono ulteriori eccessive dilazioni.

L’orso dispone, nel profondo del suo istinto ancestrale, di tutte le risorse necessarie alla perpetuazione della sua specie. Le usa quotidianamente per nutrirsi, per accoppiarsi, per crescere i cuccioli, … ed anche per cercare nuovi spazi vitali adatti alle sue necessità.

E’ in grado di salvarsi da solo, non ha bisogno di essere salvato e nessun singolo uomo potrà mai salvarlo.

Tutti noi insieme però, nessuno escluso, possiamo e dobbiamo agire per favorire   -o, almeno, non contrastare-   le istintive, naturali e forti pulsioni di sopravvivenza di questo straordinario ed unico animale.

Un’esistenza fatta di mille precauzioni, vissuta negli angoli più selvaggi e solatii di queste montagne, ha consentito all’orso di continuare a vivere sugli Ernici, fino ai nostri giorni, in numero imprecisabile ma di certo esiguo. Per tre volte ci ha concesso il privilegio d’incontrarlo e fotografarlo in questi boschi, ma anche soltanto l’inconfondibile orma stampata sulla neve o sul terreno appaga forse meglio della visione stessa di chi l’ha prodotta, perché consente di aggiungere altro mito a questo già mitico animale, ben più prezioso del capolavoro più prezioso, per essere qui il superstite eccezionale di una stirpe schiva e incolpevole eppure detestata dall’uomo, da sempre nemico di tutti i viventi compreso sé stesso.

Prima che sia troppo tardi, ogni sacrificio, ogni sforzo deve essere fatto per consentire di rimanere qui e di prosperare a questo “nemico” sconfitto, anche se innocente: è per noi un imperativo, se vorremo meritare e godere quella condizione di “civiltà” conseguita anche a sue spese.

Grazie per l’attenzione … e per le risposte che attendiamo.

Gaetano de Persiis

SALVIAMO L’ORSO

COMITATO PER LA PROTEZIONE DEI MONTI ERNICI

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